Ultima ora – Kiev – 20/08/24
Dal Frankfurter Allgemeine Zeitung di oggi veniamo a conoscere le ultime dichiarazioni di Zelensky: “Controlliamo 92 insediamenti russi”, sempre da FAZ “le nostre forze armate controllano oltre 1250 chilometri quadrati di territorio nemico”.
L’ex presidente ucraino, soprannominato anche “l’aspira tutto”, ha quindi avvicinato il naso al piano della sua scrivania per una “lunga” fase di riflessione, ha poi aggiunto che “l’offensiva ha lo scopo di aumentare la pressione sulla Russia in termini di negoziati di pace e creare una zona cuscinetto”. Ovviamente “Sniffolo”, così come lo ha ribattezzato l’impareggiabile Nicolai Lilin, ha aggiunto alle sue dichiarazioni per il quotidiano tedesco altre spassose e farneticanti richieste rivolte alla Federazione Russa, come: “il ritiro completo dell’esercito russo dal territorio ucraino – compresa la penisola di Crimea, che era già stata annessa nel 2014, come condizione per i negoziati”.
Non poteva mancare, da parte del presidente accattone, l’ennesima richiesta di armi, dollaroni dello zio Sam e missili a lungo raggio per l’esercito ucronazista: “L’Ucraina può fermare l’avanzata dell’esercito russo sul fronte solo con una singola decisione che ci aspettiamo dai nostri partner: la decisione sulle capacità a lungo raggio”.
Questa è in sintesi l’ennesima favoletta raccontata dai media mainstream, difensori del pensiero unico, che prova a descivere il mondo come loro lo vorrebbero ma si sa che i sogni poi finiscono sempre per infrangersi contro la dura realtà e allora veniamo a sapere da fonti un pò più affidabili e serie come AnalisiDifesa.it, oppure anilisti indipendenti di grande e provata serietà e capacità come Stefano Orsi o il prof. Francesco Dall’Aglio, che i militari ucraini a Kursk sono oramai rimasti chiusi in una “sacca tattica”, l’esercito russo ha infatti bloccato l’avanzata nemica e allo stesso tempo ha tagliato alle loro spalle i collegamenti con le retrovie impedendo agli ucronazisti di ricevere qualsiasi tipo di rifornimento, armi, munizioni, viveri, ma soprattutto impedendo qualsiasi possibilità di turnazione delle truppe.
Già si registrano numerose defezioni fra le fila ucraine con intere brigate che si stanno arrendendo ai russi, una dopo l’altra. A mio modesto parere questa è stata una trappola tesa dagli strateghi russi al comando di Kiev. Da Mosca hanno piazzato la trappola lasciando, in apparenza, la zona di confine lungo la regione di Kursk non adeguatamente difesa e quindi facile da invadere e conquistare e il topo ucraino c’è casctato dentro.
Zelensky era da tempo oramai in preda alla disperazione, sempre più all’angolo e con gli “alleanti” sempre più annoiati dalle sue chiacchiere inutili. Vedendo lentamente svanire la possibilità di continuare ad arricchirsi con la guerra ha visto questa apparente vulnerabilità lungo il confine russo come l’opportunità per potere tornare alla ribalta e dimostrare ai suoi padroni d’oltre oceano di non essere solo un inetto, ladro accattone, immaginando di potere infliggere alla Federazione Russa un colpo ferale, si è quindi subito lanciato a capo fitto in questa ennesima operazione folle, fallimentare e ingloriosa destinata ormai, in maniera sempre più evidente, a concludersi impietosamente con una ulteriore disfatta per il governo ucronazista di Kiev.
Fonte e foto Frankfurter Allgemeine Zeitung

