E’ un forte segnale di allarme quello lanciato dai dipendenti vaticani attraverso un documento pubblicato dall’Adlv (Associazione dipendenti laici vaticani). Esso evidenzia varie criticità e presunte penalizzazioni che, oltre a non aver generato i risultati economici attesi, mettono in discussione il significato stesso del lavorare per le strutture e gli uffici della Santa Sede. Il documento inizia con i tagli al costo del personale, come la sospensione del biennio di anzianità, che non è riuscita a causare un cambiamento significativo nella situazione finanziaria della Santa Sede.
Si evidenziano preoccupazioni riguardanti misure restrittive, riforme nelle retribuzioni e interventi sulle pensioni. Viene menzionata la concessione di promozioni e incarichi alle direzioni con impatti sui bilanci, spesso in mancanza di meritocrazia. Si segnala un cambiamento verso esternalizzazioni e privatizzazioni, con esempi specifici riguardanti il patrimonio immobiliare e mobiliare. L’associazione esprime preoccupazione per la demotivazione e confusione delle risorse interne, evidenziando il crescere del malcontento tra gli addetti.

