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Il popolo tedesco dice no all’UE

In Germania si è votato nelle regioni di Sassonia e Turingia, i tre partiti antieuropeisti AfD, CDU e BSW sono stai i più votati. L’affluenza alta alle urne ha penalizzato la coalizione dei partiti di governo. SPD e Verdi che sono quasi spariti dalla scena. Il popolo tedesco ha votato per un cambio di rotta disapprovando completamente l’operato fallimentare del servile governo Scholz.

  1. I tedeschi al voto in Sassonia e Turingia, bocciato il governo di Scholz
  2. Il partito guerrafondaio dei Verdi si ferma al 3% in Turingia, il popolo è contrario all’invio delle armi in Ucraina
  3. Gli elettori tedeschi dicono No all’Unione Europea e alla NATO
Sahra Wagenknecht (a destra) (Foto: Picture Alliance/dpa)

I tedeschi al voto in Sassonia e Turingia, bocciato il governo di Scholz

Domenica scorsa si sono tenute le elezioni regionali per la Sassonia e la Turingia in Germania. I partiti più votati sono stati AfD (Alternative für Deutschland), CDU (Unione Cristiano-Democratica) e BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht). Queste formazioni politiche, solo apparentemente diverse l’una dall’altra, hanno alcuni punti del loro programma in comune: un forte impulso antieuropeista, profonda avversione nei confronti dell’OMS e della NATO, giusto per citarne alcune.

L’altissima affluenza alle urne, oltre il 75% degli aventi diritto, non lascia dubbi, si è trattato di una pesante sconfitta per Olaf Scholz, servo ubbidiente dei padroni d’oltre oceano, globalista, filo-NATO e filo-atlantista, a capo del governo tedesco. SPD – Sozialdemokratische Partei Deutschlands, il partito del primo ministro tedesco, a stenti, ha ottenuto il 6% in Turingia il 7%.

Il partito guerrafondaio dei Verdi si ferma al 3% in Turingia, il popolo è contrario all’invio delle armi in Ucraina

Il partito dei Verdi, cui appartiene l’iper-bellicista, ultra-atlantista, filo-sionista e russofobico ministro degli Esteri Annalena Baerbock è quasi sparito in Turingia dove si è bloccato al 3% mentre in Sassonia ha sfiorato il 5%. Die Linke ha ricevuto una batosta nella regione della Sassonia dove si è fermato al 4%, un po’ meglio in Turingia dove ha toccato la soglia del 12%.

I risultati elettorali nelle due regioni tedesche riflettono il crescente malcontento della popolazione. Per molti osservatori, il crollo della coalizione di governo guidata da Olaf Scholz non è stato una sorpresa, data la gestione inadeguata della pandemia e del conflitto russo-ucraino.

Olaf Scholz

Il vero obiettivo degli USA: Annientare l’economia europea

Gli Stati Uniti hanno già vinto la loro guerra, ma il vero obiettivo non è mai stato la Russia, bensì l’Europa. La concorrenza commerciale delle industrie europee nei confronti di quelle statunitensi è sempre stato il vero problema da risolvere. Era necessario trovare un sistema per rendere meno competitive sul mercato le imprese europee rispetto a quelle USA.

La Germania da oltre venti anni rappresenta “la locomotiva d’Europa”, fa parte di un sistema industriale integrato, in perfetta simbiosi con tutti gli altri paesi dell’eurozona, in particolare l’Italia. Annientare il sistema produttivo tedesco ha provocato un effetto a catena sull’intero sistema economico e industriale degli altri paesi europei.

Il primo colpo all’industria tedesca è arrivato con il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, che ha impedito alle imprese tedesche di ricevere gas a basso costo, seguito dall’imposizione di sanzioni da parte della Commissione Europea, rivelatesi assolutamente inutili contro la Russia ma letali per i paesi dell’eurozona. La Germania è il paese che ha pagato il prezzo più alto.

Le industrie hanno dovuto sostenere aumenti spropositati per l’energia, spendendo il quadruplo rispetto a prima. Molte imprese hanno chiuso per bancarotta, altre hanno preferito delocalizzare negli Stati Uniti, dove grazie all’Inflation Reduction Act, una legge il cui obiettivo è la reindustrializzazione degli USA a scapito dell’Europa, hanno potuto usufruire di enormi agevolazioni fiscali e soprattutto ottenere nuovamente l’energia a basso costo.

Gli elettori tedeschi dicono No all’Unione Europea e alla NATO

Il popolo tedesco, non è più disposto ad accettare le politiche distruttive ed autolesioniste del governo Scholz, per questo motivo ha creduto e premiato i 3 partiti AfD, CDU e BSW, che promettono un cambio di rotta, un ritorno a misure economiche che possano fare ripartire il sistema produttivo del paese: Basta con l’invio di armi in Ucraina, stop alle inutili sanzioni contro la Russia, ritornare ad approvvigionarsi del gas russo a basso costo per l’industria tedesca, uscire dalla gabbia dell’Unione Europea e dalla NATO, ritornare ad essere un paese sovrano.

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