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Stati Uniti: la fine di un’epoca

Sintesi: La politica americana è in tumulto; Donald Trump e Kamala Ridens si preparano per un acceso dibattito a Philadelphia. I Democratici non hanno carte migliori da giocare e puntano tutto su Harris. Gli Stati Uniti nel frattempo affrontano una crisi senza precedenti; Il declino dell’egemonia americana è evidente, con cambiamenti geopolitici significativi in corso.

  1. Le elezioni presidenziali negli USA si avvicinano
  2. La propaganda del Partito Democratico USA non si ferma mai
  3. Biden responsabile principale del conflitto in Ucraina
  4. USA: l’impero è in declino
  5. Nuove guerre per ripagare il debito
  6. Ucraina: un’arma nelle mani della NATO da usare contro la Russia
  7. Con Donald Trump presidente il rischio di una guerra nucleare è scongiurato

Le elezioni presidenziali negli USA si avvicinano

il 10 settembre al National Constitution Center di Philadelphia si terrà il primo confronto pubblico tra The Donald e Kamala Ridens. L’intero evento sarà trasmesso in diretta tv dall’emittente ABC che ha rassicurato tutti sullo svolgimento del dibattito: sarà ‘giusto ed equo’ e nessuna delle due parti conoscerà in anticipo le domande. L’incontro si terrà a porte chiuse, senza la presenza del pubblico.

I due candidati durante il dibattito dovranno restare in piedi e non potranno avere con se foglietti o appunti riassuntivi. C’è stata controversia sul mantenimento dei microfoni accesi durante il dibattito, alla fine entrambe le parti hanno trovato un accordo; i microfoni verranno spenti quando è il turno dell’altro candidato di parlare. Tirando a sorte si è stabilito che Trump concluderà il dibattito con l’ultimo intervento.

La propaganda del Partito Democratico USA non si ferma mai

Appena 5 ore dopo l’annuncio del definitivo ritiro di Sleepy Joe dalla corsa per le presidenziali Kamala Ridens aveva raggiunto Trump nei sondaggi; il giorno dopo lo aveva già superato. i Dem si sono affrettati a recuperare Harris dal ripostiglio delle scope dove l’avevano tenuta negli ultimi 4 anni, per evitare la continua emorragia di voti ogni volta che apre bocca. Hanno lanciato la donna dalla risata più veloce del west, come una palla da bowling, nella competizione elettorale contro il Tycoon. I democratici sono messi davvero male per proporre un candidato come la Harris, una figura tanto imbarazzante quanto impopolare.

Durante la campagna per le presidenziali del 2016 avvenne qualcosa di molto simile a quello cui assistiamo in queste ore; La guerrafondaia Killary Clinton, veniva pompata nei sondaggi che la davano vincente su Trump. Ancora una volta, come in un film già visto, assistiamo allo stesso patetico tentativo dei media mainstream di manipolare la realtà con sondaggi completamente fasulli che danno Harris in vantaggio su Trump.

Biden responsabile principale del conflitto in Ucraina

La realtà alla fine è ben diversa da come i media di regime vorrebbero farci credere che sia. Dopo quattro anni di amministrazione Biden gli Stati Uniti sono passati da malato cronico a malato terminale. Sleepy Joe è uno dei maggiori responsabili per il conflitto in corso tra l’Ucraina e la Federazione Russa. Già prima del 2009, quando diventò vicepresidente durante l’amministrazione Obama, si era adoperato per condurre l’Ucraina ad un cambio di regime che arrivo puntualmente nel 2014 con Euromaidan.

Durante il suo mandato presidenziale, Biden, attorniato da una pletora di volgari affaristi senza scrupoli, ha imposto una serie di leggi liberticide ai cittadini statunitensi. Scriteriate misure per prevenire il “contagio”, l’obbligo vaccinale durante il periodo della pandemenza e per non farsi mancare nulla; leggi che hanno favorito l’immigrazione clandestina e hanno esasperato talmente tanto la popolazione statunitense da spingere alcuni stati come il Texas sull’orlo della guerra civile.

USA: l’impero è in declino

Il fallimento del globalismo è sotto gli occhi di tutti, il mondo è ormai multipolare! L’allargamento dei BRICS sta creando nuovi equilibri economici e geostrategici, inimmaginabili solo fino a pochissimo tempo fa. Prendiamo per esempio un paese come la Turchia, membro della NATO con l’esercito più potente in Europa; ha ripristinato una fitta rete di collaborazione e scambi commerciali con l’Iran e alcuni giorni fa ha presentato formale richiesta per entrare nei Brics.

Non ci sarà più una superpotenza egemone, a stelle e strisce, ad imporsi con la forza sulle altre nazioni come un bullo di quartiere. Il secolo americano si è già concluso con largo anticipo, l’impero del petrodollaro è in avanzato stato di putrefazione; una carcassa al di sopra della quale già volteggiano gli avvoltoi pronti a divorarla.

Nuove guerre per ripagare il debito

Oltre 30 anni di folli politiche neoliberiste e di oligopolio dei mercati, hanno polverizzato il sistema economico USA. Quello che ancora resta in piedi è il complesso militare industriale che per non collassare deve inventarsi di continuo nuove guerre in giro per il mondo; risulta vitale per la sopravvivenza di questo sistema criminale, individuare di continuo nuovi nemici e nuove nazioni dove esportare un pò di democrazia a suon di bombe per battere cassa.

Gli USA hanno abolito completamente l’uso della parola diplomazia dal loro vocabolario. Alimentano in maniera del tutto miope ed irresponsabile una retorica bellicista e suprematista nei confronti della Federazione Russa. Per ripianare il debito pubblico USA che ha superato i 35.000 miliardi di dollari, l’amministrazione Biden sta utilizzando come volano principale il conflitto in Ucraina. Gli USA sostengono il criminale regime ucronazista di Kiev ad ogni costo.

Ucraina: un’arma nelle mani della NATO da usare contro la Russia

Gli ucraini hanno perso già da almeno due anni la guerra, visto che l’esercito regolare ucraino è stato decimato dai russi già nel mese giugno 2022. Gradualmente l’invio di “aiuti umanitari” si è trasformato nell’invio di “armamenti” sempre più potenti. Per provare a risollevare le sorti del conflitto a favore degli ucronazisti, poiché neppure le armi, i carri armati, i sistemi di difesa aerea NATO sembravano non avere effetto sull’avanzata russa, gli USA hanno iniziato con l’invio di truppe regolari.

Spacciati come “mercenari” o “addestratori”, da almeno due anni, continuano ad arrivare in Ucraina militari NATO, provenienti da: Stati Uniti, Polonia, Romania, Francia, Germania Svezia, Finlandia e paesi baltici. Questi uomini sono stati inviati per prendere parte in maniera diretta al conflitto, puntellando il traballante esercito ucraino. La NATO è entrata chiaramente in guerra contro la Russia rendendo sempre più reale, l’incubo di un olocausto nucleare.

Con Donald Trump presidente il rischio di una guerra nucleare è scongiurato

Donald Trump di sicuro non è il salvatore della patria, non è come molti sostengono; l’uomo della provvidenza. Bisogna sottolineare come il Tycoon si sia schierato a favore del governo criminale di Israele, non condannando il genocidio in corso nella striscia di Gaza. Durante la sua ultima presidenza ha tuttavia dimostrato di essere più propenso alla diplomazia che alle bombe. Trump non ha iniziato alcun nuovo conflitto in giro per il mondo e ha manifestato la sua volontà di smantellare la NATO, il braccio armato della cupola finanziaria criminale cazara che attualmente controlla i governi dell’intero occidente collettivo.

L’elite criminale dell’alta finanza, la cupola cazara, sta provando in tutti i modi ad impedire il ritorno di The Donald alla Casa Bianca. Hanno immaginato di fermare la sua corsa usando la clava della magistratura, Trump si è ritrovato implicato in decine di processi farsa, spuntati come funghi, per i quali è stato assolto. Non riuscendo a farlo fuori per via giudiziaria hanno provato ad eliminarlo fisicamente con l’attentato del 13 luglio scorso, durante un comizio a Butler in Pennsylvania, dal quale il Tycoon è uscito miracolosamente illeso.

Chi diventerà il nuovo presidente degli Stati Uniti è ancora presto per dirlo, sicuramente nel caso in cui vincesse Kamala Ridens gli equilibri geopolitici complessivi potrebbero solo peggiorare; di sicuro Trump non sarebbe cosi folle da premere il bottone rosso della sua valigetta per dare il via ad una guerra nucleare.

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