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Kiev perde la guerra senza aiuti UE

Sintesi: Josep Borrell, poche ore fa ha rilasciato ad un quotidiano spagnolo alcune dichiarazioni: “il conflitto in Ucraina finirebbe in 15 giorni senza il sostegno occidentale a Kiev”. Proprio come un orologio rotto almeno due volte al giorno riporta l’ora esatta anche a Borrell ogni tanto capita di dire una verità fra mille bugie.

  1. La scoperta dell’acqua calda
  2. Le bugie di Borrell hanno le gambe corte
  3. In Medio Oriente non c’è “un aggressore e un aggredito”
  4. Borrell non ha nulla da dire sul genocidio dei palestinesi

La scoperta dell’acqua calda

Ancora una volta il guerrafondaio Josep Borrell, mediocre burocrate e servile cameriere dello stato profondo ha perso una buona occasione per restare in silenzio. Borrell ha affermato, in un’intervista al quotidiano spagnolo 20 Minutos: “il conflitto in Ucraina finirebbe in 15 giorni senza il sostegno occidentale a Kiev“.

Dopo quasi tre anni dall’inizio dell’Operazione Speciale della Federazione Russa in Ucraina, anche un insignificante passacarte come Josep Borrell si è accorto, finalmente, di ciò che molte persone di buon senso vanno dicendo sin dai primi giorni del conflitto: il ruolo determinante della NATO e dell’Occidente collettivo nel prolungarsi della guerra russo-ucraina.

Le bugie di Borrell hanno le gambe corte

Campione indiscusso di banalità e ovvietà, Borrell ha poi aggiunto: “Molti vogliono che la guerra finisca prima possibile”, “Se smettiamo di sostenere l’Ucraina, la guerra finirà in 15 giorni e Putin raggiungerà i suoi obiettivi”. “Ma lo vogliamo per gli ucraini e per la nostra sicurezza, per gli europei?”.

Le affermazioni di Borrell sulla “sicurezza” per i paesi dell’UE e per l’Ucraina sono false e fuorvianti, denotano, come sempre, profonda malafede e doppiopesismo da parte sua. L’Unione Europea è entrata a gamba tesa in un conflitto, quello russo-ucraino, dal quale avrebbe dovuto tenersi fuori, così come si sta tenendo alla larga dal conflitto, criminale e genocidario che Israele sta scatenando nel nostro Vicino Oriente.

In Medio Oriente non c’è “un aggressore e un aggredito”

Israele con i suoi ripetuti bombardamenti su paesi sovrani sta spingendo volutamente ed in maniera assolutamente folle ed irresponsabile, Palestina, Libano, Siria, Yemen e Iran verso la guerra totale che potrebbe degenerare fino all’uso di armi nucleari. Questo accade a due passi da casa nostra. L’inizio di una guerra nucleare in Medio Oriente non rappresenterebbe un pericolo per i paesi dell’Unione Europea? Su questo Borrell non ha nulla da dire?

Proprio in queste ore continua l’invasione di terra dell’esercito israeliano sul territorio libanese; in questo caso non c’è “un aggressore e un aggredito”?

Borrell non ha nulla da dire sul genocidio dei palestinesi

Oltre 50.000 palestinesi, donne e bambini, barbaramente massacrati dalle bombe “intelligenti” israeliane, ospedali bombardati e distrutti nella Striscia di Gaza, le missioni umanitarie che trasportano beni di prima necessità per i profughi palestinesi bloccate alla frontiera e rimandate indietro dall’esercito israeliano, attacchi terroristici con cercapersone esplosivi compiuti nei confronti di migliaia di persone innocenti in Libano.

Centinaia di giornalisti ammazzati sul campo “per sbaglio” dai cecchini israeliani, mentre cercavano di documentare lo sterminio di innocenti a Gaza. Bombardamenti di Paesi sovrani come l’Iran o il Libano, con il pretesto di volere “neutralizzare pericolosi terroristi” come avvenuto di recente con Nasrallah guida spirituale e leader di Hezbollah, vigliaccamente assassinato in un bombardamento israeliano proprio mentre stava portando avanti le trattative per negoziare un cessate il fuoco fra Libano e Israele.

Su tutto questo L’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell non ha nulla da dire?

Ovviamente la mia è una domanda retorica, è ovvio che Borrell sia solo un meschino esecutore degli ordini che gli vengono impartiti dai suoi padroni e non agisca né parli se non gli viene espressamente ordinato di farlo.

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