Sintesi: Il presidente Mattarella, parla di welfare ma non affronta temi molto più rilevanti in questo momento: le tensioni globali e il coinvolgimento diretto dell’Italia nei conflitti.
Questa mattina leggendo un pò le ultime notizie mi è capitato sotto gli occhi un titolo dell’ANSA: “Mattarella: Il sistema di Welfare costituisce un pilastro del nostro modello sociale“. Già dal titolo ho trovato abbastanza singolare che il presidente Mattarella parlasse di welfare.
Proprio Mattarella che da sempre, soprattutto durante gli ultimi anni della sua presidenza si è distinto come uno fra i più ardimentosi difensori del neoliberismo e della dittatura dei mercati e dei potentati finanziari sovranazionali, ignorando completamente gli interessi dei cittadini italiani.
Indomito sostenitore del globalismo e dell’atlantismo, Mattarella, ha ripetutamente ignorato ogni principio di sovranità dettato dalla Costituzione Italiana imponendo, sotto la sua presidenza, una postura di ossequioso e assoluto servilismo dell’Italia nei confronti di Bruxelles e di Washington.
L’articolo esordisce così, “Il sistema di welfare, frutto dei principi della Costituzione e delle scelte compiute nei decenni repubblicani, costituisce un pilastro del nostro modello sociale, oltre che un tratto essenziale della stessa cittadinanza.
Tuttavia, i servizi, le regole, gli equilibri raggiunti, non sono garantiti in astratto, ma necessitano di continuo adeguamento e rafforzamento rispetto ai mutamenti delle domande che provengono dalla società, allo scopo di assicurare ai diritti il loro irrinunciabile carattere universalistico“.
L’ampolloso quanto vano e inconcludente esercizio di retorica di Mattarella proseguiva ma essendo io mosso a compassione nei vostri confronti ho voluto evitarvelo, tuttavia chi fra voi fosse così temerario e audace da volersi spingere oltre con la lettura troverà il discorso completo qui.
Trovo che sia estremamente sorprendente che la massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica italiana, concentri la propria attenzione solo su temi sensibili come il welfare e non dica una parola in merito alle gravi tensioni attuali in Europa e in Medio Oriente.
Di sicuro pensare alle politiche sociali del nostro paese è importante, tuttavia in questo momento questi discorsi rivestono un’importanza secondaria rispetto alla sempre più concreta possibilità che l’Italia resti coinvolta in un conflitto potenzialmente nucleare.
Come Occidente collettivo e come Italia abbiamo rinunciato all’uso della diplomazia, non ci siamo impegnati per arrivare ad una soluzione pacifica dei conflitti in atto. Abbiamo rifiutato il ruolo a noi italiani più congeniale di paese neutrale e mediatore per assumere una postura assolutamente bellicista e autolesioniata.
Il Governo italiano, si è colpevolmente schierato, contro i propri interessi nazionali, dalla parte dell’Ucraina e ha deciso di entrare in guerra con la Federazione Russa, non formalmente ma di fatto, assicurando supporto economico e inviando armamenti di ogni genere al governo di Kiev, senza peraltro ottenere nessun risultato visto che l’Ucraina la guerra ormai l’ha persa.
Anche in Medio Oriente, l’Italia, anziché restare neutrale e provare ad assumere un ruolo di mediatore, si è schierata con una delle due parti in causa, questa volta stiamo dalla parte dell’invasore: il criminale e terrorista Stato di Israele.
Le maggiori cariche dello Stato italiano si sono indignate per il comportamento mafioso del governo di Tel Aviv, ma solo a parole e solo a favore di telecamere, nei fatti non hanno mosso neppure un dito, nemmeno si è ventilata la remota ipotesi di comminare anche solo una piccola sanzione nei confronti di Israele.
Presidente Mattarella la invito a prendere una posizione netta in favore della pace con atti concreti, per esempio smettendo di mandare armi in Ucraina oppure promuovendo serie e importanti sanzioni nei confronti di Israele per il genocidio in corso in Palestina. Fino a quando non vedremo da parte sua portare avanti queste iniziative concrete non ci resterà che constatare che le sue sono e restano solo parole.

