Sintesi: Il M5S ha rinnegato i suoi principi originari trasformandosi in una brutta copia del PD.
- La politica non è il male assoluto
- Svendita dell’Italia
- Le menzogne del potere
- Prendere i fischi per fiaschi
- Un movimento in avanzato stato di decomposizione
La politica non è il male assoluto
La trasformazione del M5S da movimento a partito tradizionale è completata. Questo cambiamento non costituisce un problema per chi, come me, non vede nella politica l’origine di tutti i mali ma uno strumento per amministrare la “cosa pubblica” secondo norme, principi e regole che migliorino complessivamente la qualità della vita delle persone.
Il punto è che il M5S si è trasformato, in una sorta di partito Frankenstein, una brutta copia del PD. Il Partito Democratico è veramente agli antipodi rispetto al concetto stesso di politica. Rappresenta e salvaguarda, infatti, solo gli interessi di potentati finanziari sovranazionali, il Movimento 5 Stelle si è messo in scia e prova il sorpasso: facendo proprie tutte le deliranti misure anti-italiane del PD, cerca di superarlo nella gara a chi riesce ad essere peggiore.
Svendita dell’Italia
Una classe politica corrotta, il PD, che non difende i diritti fondamentali dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati, ha demolito lo statuto dei lavoratori, smantellato la sanità pubblica appaltandola ai privati, svenduto i nostri gioielli di famiglia ovvero le infrastrutture vitali del nostro paese, durante la nefasta stagione delle privatizzazioni selvagge che è iniziata a partire dagli anni 90 del secolo scorso e continua ancora ora.
Il PD fa parte di quella indistinta melma maleodorante della cosiddetta sinistra italiana, alla quale si è accodato convintamente anche il M5S, porta avanti solo futili, deleterie e talvolta potenzialmente pericolose ideologie per le persone e per il pianeta.
Le menzogne del potere
Mi riferisco alla Transizione di genere, il Transumanesimo, il Green new deal o Transizione verde, il Cambiamento climatico, senza dimenticare il Politicamente corretto, la degradante ideologia della Cancel culture ovvero cultura della cancellazione, ed il Woke.
Queste abominevoli ideologie sono ben sintetizzate e spiegate nella famigerata Agenda 2030, manifesto ideologico del World Economic Forum (WEF) di cui Klaus Schwab è il principale rappresentante. L’Agenda 2030 è un’accozzaglia di pseudo dottrine prive di ogni fondamento scientifico, potenzialmente molto pericolose perché minano le fondamenta e l’esistenza stessa della nostra società e dell’essere umano come lo conosciamo.
Teorie come il Great Reset che prevede la riduzione drastica della popolazione mondiale, da oltre 8 miliardi attuali a poche centinaia di milioni di individui, completamente controllati e sottomessi dall’intelligenza artificiale.
Una totale follia, lo capisco, il punto è che a prescindere da ciò che noi possiamo pensarne, questi individui, che Giulietto Chiesa definiva “Padroni Universali“, credono a tutte queste assurdità e si adoperano con impegno, spingendo per la realizzazione di questo distopico progetto.
Dopo questa breve sintesi torno ora al tema principale di cui voglio parlarvi oggi: la mutazione del M5S in M5PD.
Mentre davo un’occhiata ad uno dei giornali più “autorevoli” nel panorama della carta stampata italiana, il giornale che “perde copie alla velocità della luce” per citare un giornalista, Francesco Toscano, che apprezzo molto, mi sono imbattuto in questo articolo: Bagarre in Senato sulla gravidanza surrogata, Pirro (M5s): “I colleghi arrivati dal Medioevo dicono che l’utero non è mio”
Prendere i fischi per fiaschi
Quello che segue è lo sproloquio della senatrice M5S Elisa Pirro durante la discussione del ddl contro la maternità surrogata: “I colleghi maschi di maggioranza stanno dicendo che l’utero non è il mio? I miei organi sono miei e ne faccio quello che voglio”, ha poi aggiunto “L’utero non è mio? Di chi è? Di Giorgia (Meloni)? Siamo al comunismo degli organi“.
Un vaniloquio del genere prima era facile ascoltarlo dagli esponenti del PD o dei partiti della sinistra rosé, ora anche il M5S si è adeguato, la vicinanza al maestro Draghi a qualcosa è servita, evidentemente.
Di sicuro alla senatrice Pirro sfugge che l’utero in affitto non ha nulla a che vedere con qualsivoglia forma di vetero maschilismo o cultura patriarcale, per usare un espressione molto in voga fra l’élite delle ZTL, oggi.
L’utero in affitto è una pratica deplorevole, odiosa, ritenuta illegale in molte nazioni che svilisce il significato stesso della maternità. Le madri surrogate sono nel 99% dei casi donne molto povere che vivono in paesi del Sud globale dove è permesso sottoporsi a questo tipo di trattamento per soldi.
Parliamo quindi una forma degradante di sfruttamento per la madre e di mercificazione del neonato che diventa come un qualsiasi oggetto di lusso che il denaro può comprare. Uno squallido business che frutta ogni anno centinaia di milioni di euro. Istituti privati che offrono un servizio completo dove è possibile scegliere ogni dettaglio del bimbo, il sesso, il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, esattamente come quando andiamo in una concessionaria e scegliamo gli optional con cui personalizzare l’automobile che stiamo per acquistare.
Difronte ad una tale aberrazione è facile capire perché l’Occidente collettivo procede sempre più speditamente verso l’autodistruzione, essendo venuti meno quei principi etici e morali senza i quali una società va in rovina.
Un movimento in avanzato stato di decomposizione
Stessa sorte alla quale ormai è destinato il M5S: decomporsi. Nato con tanti bei propositi, riavvicinare le persone alla politica, contrastare il malaffare, rendere il parlamento trasparente e aprirlo come una scatoletta di tonno, fuori dall’euro, mai con Draghi e con lo stato profondo.
Ricordiamo tutti quello che andavano promettendo già dai tempi della Carta di Firenze del 2009 con i suoi 12 punti, puntualmente disattesi una volta arrivati in parlamento. Il Movimento 5 Stelle ha finito per rinnegare tutti quelli che erano i suoi iniziali principi e si è trasformato pian piano nella brutta copia del PD che noi tutti possiamo vedere oggi. Evidentemente dopo avere aperto la scatoletta hanno assaggiato il tonno, gli è piaciuto e hanno finito per mangiarselo tutto.

