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Colpo di stato fallito in Corea del Sud: il Deep State sempre più nel panico

Sintesi: Le elezioni presidenziali statunitensi hanno profondamente alterato gli equilibri geopolitici, con Donald Trump che si oppone al “deep state” e minaccia gli interessi dell’elite finanziaria. In Corea del Sud, l’imposizione e revoca della legge marziale evidenzia che lo stato profondo è sempre più nel panico e assolutamente fuori controllo. Aumenta ogni giorno il numero delle persone che riconoscono l’inganno perpetrato ai loro danni, soprattutto negli ultimi anni a partire dal colpo di stato globale del 2020.

Cari Multipolari buonasera, sembra proprio che gli equilibri geopolitici globali siano totalmente cambiati dopo le elezioni presidenziali del 5 novembre negli Stati Uniti. La vittoria schiacciante di Donald Trump, soprattutto i suoi propositi di smantellare completamente, di estirpare, lo stato profondo incistato all’interno dell’apparato pubblico e del sistema governativo americano, sta provocando il caos fra le fila dell’elite della cupola finanziaria che fino a questo momento ha gestito in maniera occulta ogni cosa negli Stati Uniti.

Da sempre il deep state o mafia kazara, grazie alla presenza di propri uomini di fiducia, collocati in posizioni chiave all’interno dell’apparato statale americano, in maniera occulta, ha controllato e gestito, indisturbato, ogni aspetto della cosa pubblica: dall’economia alla finanza, passando per la sanità, il sistema giuridico, l’istruzione, soprattutto ha controllato il Complesso Militare Industriale: la guerra, una delle maggiori fonti di guadagno, da sempre, per gli oligarchi di Washington.

Ogni amministrazione americana, fino ad oggi, a prescindere dalla connotazione politica, è stata infiltrata e controllata dallo stato profondo, assicurando a questi usurai in giacca e cravatta l’impunità. Sono malfattori sono stati liberi di condurre tranquillamente i propri loschi affari, i loro progetti criminali, al riparo dalla giustizia. Trump è una scheggia impazzita all’interno di questo sistema marcio. Il Tycoon non appartiene al mondo della cupola finanziaria, anzi ne è un fiero oppositore e lo sta dimostrando con gesti concreti già a partire dalla scelta della sua squadra di governo: Pam Bondi, Tulsi Gabbard, Mike Waltz e Robert F. Kennedy Jr, solo per citarne alcuni, uomini e donne che hanno da sempre, con il loro operato, dichiarato guerra allo stato profondo.

Con l’imminente ritorno di Trump alla Casa Bianca questi gangster della mafia finanziaria vedono quindi in pericolo non solo la prosecuzione dei loro progetti criminosi ma anche la loro stessa libertà perché potrebbero presto essere assicurati alla giustizia per i reati che hanno commesso. Questo è il motivo per cui appaiono ora come tanti topi sulla nave in fiamme che corrono impazziti cercando di salvarsi.

Si rendono conto che rimane poco tempo prima dell’insediamento di Trump, il 20 di gennaio, per questo motivo hanno messo il piede sull’acceleratore, tentando il tutto per tutto pur di portare a termine il loro turpe progetto per il controllo globale.

La fretta, però, spesso porta a commettere degli errori di valutazione, come in Ucraina dove hanno cercato l’escalation nucleare del conflitto, lanciando i missili ATACMS e Storm Shadows sul territorio russo, nonostante la dottrina nucleare russa preveda chiaramente l’utilizzo di armamenti nucleari in risposta a questo tipo di attacchi. Fortunatamente per tutti noi questo tentativo è miseramente fallito visto che la Russia non ha ceduto alle provocazioni, al tempo stesso questi uomini privi di scrupoli si sono ulteriormente esposti mostrano il loro vero volto al mondo intero.

Quando si sono resi conto che la guerra in Ucraina era irrimediabilmente persa hanno immaginato di provare ad attizzare il fuoco in Medio Oriente con le operazioni terroristiche di Israele nella Striscia di Gaza, in Libano, in Iran, organizzando e coordinando gli attacchi dei terroristi, compiuti negli ultimi giorni in Siria. Anche questo loro progetto però sembra non avere avuto successo.

Nelle ultime ore, sempre più in preda al panico, lo stato profondo ha deciso di giocarsi una carta a sorpresa, provando a destabilizzare gli equilibri già precari nel settore nordoccidentale dell’oceano Pacifico. Ieri martedì 3 dicembre, nella Corea del Sud abbiamo assistito a quello che potremmo benissimo definire, prendendo a prestito il titolo di un celebre film: “un giorno di ordinaria follia“.

Tutto è iniziato quando il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha annunciato l’imposizione della legge marziale. Aveva giustificato la sua decisione affermando che l’opposizione, che detiene la maggioranza dei seggi in parlamento, stava paralizzando il lavoro del ramo esecutivo tentando di mettere sotto accusa i suoi rappresentanti, tra cui figure chiave del governo. Il leader sudcoreano ha sottolineato che stava prendendo queste misure per combattere “elementi pro-coreani del nord” e per proteggere l’ordine costituzionale.

Come effetto immediato alla notizia dell’introduzione della legge marziale d’emergenza introdotta nel paese il won sudcoreano si è deprezzato nei confronti del dollaro. La valuta nazionale, nella giornata di ieri, è scesa a 1.430 won per dollaro da 1.403 won secondo i dati della sessione di negoziazione precedente. Si tratta del livello più basso dal 26 ottobre 2022, quando il tasso di cambio era di 1.432 won per dollaro.

Diverse ore dopo, il parlamento ha votato per revocare la legge marziale. Successivamente, dopo che il presidente ha promesso di tornare sui suoi passi, il Consiglio dei ministri lo ha sostenuto. Tutto questo è accaduto in meno di sei ore.

Annunciata la sua decisione di revocare la legge marziale, Yoon Suk Yeol ha invitato il parlamento ad abbandonare i suoi ripetuti tentativi di mettere sotto accusa il presidente, nonché i suoi progetti legislativi e di bilancio. I partiti di opposizione, a loro volta, hanno chiesto le dimissioni del presidente e hanno minacciato di avviare una procedura di impeachment. La Corea del Sud non era sottoposta alla legge marziale da 45 anni.

L’epilogo di questa ennesima e tragicomica farsa, consumatasi ieri nel Sud Corea, denota chiaramente che lo Stato profondo con la sua falsa narrazione è sempre più in difficoltà. Sempre più persone si stanno accorgendo del grande inganno perpetrato per anni ai loro danni, già a partire dal colpo di stato globale del 2020. Il mio auspicio è che presto questi miserabili siano assicurati alla giustizia e possano pagare per i loro crimini.

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