Sintesi: Le sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia, invece di indebolire l’economia russa, hanno devastato quella dei paesi membri, impedendo la crescita e favorendo la delocalizzazione industriale verso gli Stati Uniti
- Il Fallimento delle sanzioni contro la Russia
- Gli Stati Uniti si appropriano del Made in Europe
- Il Nord Stream e la leggenda dell’ucraino ubriaco
- Le ultime parole famose
- Quando parlano i numeri le opinioni tacciono
- La guerra infinita dei globalisti
- Arriva il quindicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Cari amici Multipolari, incredibile ma vero, l’Unione Europea, dopo ben quattordici pacchetti di sanzioni comminate alla Federazione Russa nel corso degli ultimi due anni, nonostante la narrazione occidentale magnificasse tali misure, assicurando che avrebbero portato al collasso l’economia del gigante euroasiatico, abbiamo verificato, sulla nostra pelle, come le cose siano andate in maniera diametralmente opposta rispetto ai proclami iniziali, smentendo nei fatti la propaganda del mainstream.
Il Fallimento delle sanzioni contro la Russia
Abbiamo osservato chiaramente che le sanzioni contro la Russia si sono rivelate un vero e proprio boomerang che ha colpito solo ed esclusivamente i paesi dell’Unione Europea. Quattordici pacchetti di misure anti-russe hanno paradossalmente devastato e messo in ginocchio solo l’economia dei paesi occidentali, i popoli delle nazioni europee che hanno pagato e continuano a pagare un prezzo molto salato per gli errori dei loro governanti.
Dopo lo stop della Commissione europea all’importazione del gas russo a basso costo, migliaia di aziende hanno visto i costi per l’energia quadruplicarsi rispetto a prima delle sanzioni e sono state portate al fallimento, hanno chiuso i battenti e mandato a casa centinaia di migliaia di lavoratori.
Gli Stati Uniti si appropriano del Made in Europe
Grazie all’Inflation Reduction Act, legge firmata da Biden il 16 agosto del 2022 che garantisce alle aziende europee, non ci crederete, energia a basso costo ed un regime fiscale agevolato per almeno 10 anni, molte grandi aziende europee, in particolare quelle del comparto industriale tedesco ed italiano, sono state spinte a delocalizzare, trasferendo in blocco i loro impianti di produzione negli Stati Uniti.

Per tirare un po’ le fila del discorso le scellerate sanzioni contro la Russia da un lato e la legge, palesemente anti-UE, approvata dall’amministrazione Biden dall’altro hanno contribuito a smantellare quasi del tutto il settore industriale e produttivo dei paesi europei, portandoli, ormai, ad un passo dal completo tracollo economico e finanziario.
Appare evidente che la guerra per procura dell’Ucraina contro la Federazione Russa, voluta dallo Stato Profondo incistato a Washington, già a partire dai fatti di Euromaidan del 2014, celasse in realtà uno scopo che oggi, anche agli occhi dei più distratti, risulta evidente: desertificare, distruggere l’economia europea a vantaggio degli Stati Uniti.
Il Nord Stream e la leggenda dell’ucraino ubriaco
Giusto per sbloccarvi un ricordo, dopo qualche mese dal sabotaggio del Nord Stream, i think tank occidentali, un vero e proprio tripudio di teste pensanti, dopo avere provato, inutilmente, a convincere l’opinione pubblica mondiale che Putin avesse ordinato la distruzione delle proprie infrastrutture, costate alla Russia parecchi miliardi di euro, solo per impedire agli europei di ricevere il gas russo.
Essendosi resi conto che questa narrazione era poco credibile anche per gli utonti teledipendenti del mainstream, visto che i russi avrebbero potuto molto più semplicemente chiudere l’erogazione del gas, sono passati al piano B. Le migliori menti dei servizi segreti angloamericani hanno partorito la leggenda del militare ucraino ubriaco che a bordo della sua barchetta, dopo avere bevuto una birra di troppo con i suoi amici, decide di immergersi e fa saltare in aria le condotte del gas del Nord Stream.
Non ci crederete ma ancora oggi c’è qualcuno che è disposto a credere a questa panzana, riportata a suo tempo in prima pagina anche da giornali come Repubblica o il Corriere della sera pur di non dovere ammettere a se stesso di essere stato preso in giro.
Olaf Scholz, il premier tedesco al servizio dei globalisti, pochi giorni prima del famoso attentato al Nord Stream, era stato messo con le spalle al muro dagli industriali tedeschi che presolo per un orecchio lo avevano costretto a riaprire il rubinetto del gas, a basso costo, proveniente dalla Russia.

L’insubordinazione del vassallo tedesco nei confronti dello Stato Profondo è però durata molto poco, i globalisti USA hanno inviato le loro squadre di specialisti che hanno fatto saltare il Nord Stream e in questo modo sono riusciti a interrompendo il flusso del gas russo verso l’Europa occidentale.
Bisogna sottolineare che il sabotaggio aveva messo fuori uso solo alcune condotte del gas proveniente dalla Russia mentre le altre rimanevano integre e funzionanti, cionnonostante per volontà della Commissione europea e dei leader occidentali, non sono state più riaperte da allora, lasciando a secco l’industria europea e costringendo la popolazione a veri e propri salassi per potere riscaldare le proprie case.
Le ultime parole famose
Voglio riportare solo alcune dichiarazioni rilasciate a suo tempo da leader europei in merito alle sanzioni UE contro la Russia:
“Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre” – Mario Draghi – Consiglio dei Ministri – 7 aprile 2022
“Sono convinta che, grazie al coraggio e alla solidarietà, l’Europa avrà la meglio e Putin perderà.“ – Von der Leyen – Parlamento europeo – 14 settembre 2022
“Le sanzioni hanno avuto un effetto dirompente sulla Russia” – Mario Draghi, Assemblea generale delle Nazioni Unite – 21 Settembre 2022
“Vediamo che le sanzioni funzionano. Questo è solo l’inizio, inaspriremo costantemente le sanzioni” – Olaf Scholz – Bundestag – 23 Marzo 2022
“Nuove sanzioni alla Russia per indebolirla“ – Emmanuel Macron – Eliseo, 14 maggio 2023
Le cose sono veramente andate come questi mediocri figuranti, personaggi da operetta, auspicavano?
Qualcuno fra questi mestieranti della politica ha chiesto scusa per le stupidaggini che ha raccontato?
Quando parlano i numeri le opinioni tacciono
Secondo il rapporto del Fondo Monetario Internazionale, nonostante la guerra in Ucraina e dopo oltre due anni dall’inizio delle sanzioni l’economia russa gode di ottima salute, con risultati che vanno oltre le più rosee aspettative. è stato, infatti, necessario rivedere al rialzo le stime sulla crescita del PIL russo, che si attestano ad un solido incremento reale pari al 4,2% per il 2024. Cifre importanti che dimostrano la solidità dell’economia della Russia, soprattutto se si fa una comparazione con le disastrose stime di crescita attese per i paesi occidentali.
Fra tutti i paesi membri dell’UE, la maglia nera, secondo il rapporto del FMI, spetta alla Germania con un allarmante 0,2% di crescita del PIL, Francia e Italia non sono messe meglio, le previsioni, infatti, non sono confortanti, si prevede un risicato 0,7%. Un po’ meglio è la situazione per la Spagna che dovrebbe attestarsi intorno ad un modesto 1,9%. Questi dati dimostrano in modo incontrovertibile che a pagare il conto per le sanzioni contro la Russia sono i popoli europei.
Sicuramente se i paesi dell’eurozona non fossero guidati da burattini eterodiretti dai globalisti criminali dello Stato Profondo, ma da politici, da uomini con la schiena dritta, patrioti, capaci di interpretare la volontà del popolo e di difenderne i diritti, preservando l’autonomia e la sovranità delle nazioni che rappresentano, non ci troveremmo in questa grave situazione.
La guerra infinita dei globalisti
Siamo spinti con la forza a prendere parte ad un conflitto, quello russo-ucraino, che non ci appartiene. L’Ucraina non fa parte dell’UE né della NATO allora perché i popoli europei devono farsi carico di sovvenzionare con i propri soldi un conflitto che è voluto e riguarda solo la Mafia Finanziaria per interposta Ucraina?

Questo conflitto non sarebbe mai sfociato nella sanguinosa guerra alla quale stiamo assistendo impotenti da quasi tre anni e si sarebbe già concluso con gli accordi di Istanbul, siglati fra Ucraina e Russia nel marzo del 2022, senza l’intromissione, ancora una volta, dello Stato Profondo, per tramite di uno dei suoi tanti emissari, mi riferisco a Boris Johnson, che si precipitò a Kiev per scongiurare che si arrivasse ad un accordo, promettendo aiuti economici, armi e sostegni di ogni tipo purché la guerra contro la Russia andasse avanti.
Il presidente fantoccio dell’Ucraina accettò immediatamente la mela avvelenata offerta dalla perfida Albione, stracciò il foglio con l’accordo appena firmato e dichiarò che il governo ucraino non avrebbe accettato le condizioni proposte dalla Russia per arrivare alla pace, il resto è storia.
Un antico adagio recita: “errare è umano perseverare nell’errore è diabolico” a significare se pure per sua natura l’uomo è portato a sbagliare, a cadere in errore, in nessun caso è giustificabile chi si ostina, chi persevera nell’errore. Gli indegni leader europei, in assoluta malafede e contro gli interessi dei loro stessi popoli si sono ostinatamente ripetuti per ben quattordici volte nell’errore.
Dopo il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia appariva già evidente la loro inutilità, nonostante ciò hanno continuato con il secondo pacchetto di sanzioni, poi il terzo, fino ad arrivare al quattordicesimo, qualcuno li definisce incompetenti e mentecatti, per quel che mi riguarda io ritengo siano dei meschini traditori delle nazioni che indegnamente rappresentano.
Arriva il quindicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Se così non fosse non mi troverei qui oggi a commentare il quindicesimo pacchetto di sanzioni in arrivo. Questo ennesimo pacchetto viene giustificato con lo scopo di “indebolire il complesso militare-industriale della Russia”, a questo punto non si sforzano neppure più di inventare una fesseria quantomeno un pò più credibile, si sono completamente arresi hanno gettato la maschera mostrandosi per quello che sono; marionette nelle mani dell’oligarchia finanziaria.

Le nuove sanzioni interesseranno 54 individui e 30 entità giuridiche. Nell’elenco delle persone colpite figurano anche due funzionari della Corea del Nord. Per la prima volta, le aziende cinesi che forniscono componenti per veicoli aerei senza equipaggio e componenti microelettronici sono state ufficialmente riconosciute come entità giuridiche.
Inoltre, le restrizioni riguarderanno 52 petroliere provenienti da paesi esteri. L’accesso ai porti e la fornitura di una vasta gamma di servizi connessi al trasporto marittimo saranno limitati. L’Unione Europea chiarisce che questa misura saranno applicate solo alle petroliere non appartenenti all’Unione Europea.
Le aziende provenienti da Cina, India, Iran, Serbia ed Emirati Arabi Uniti sono accusate di aver aggirato le restrizioni commerciali e saranno soggette a restrizioni più severe sulle esportazioni da parte dell’UE.
Una clausola separata impedisce il riconoscimento e l’esecuzione nell’Unione europea delle decisioni dei tribunali russi riguardanti società dell’UE in Russia. Di conseguenza, non è possibile eseguire le decisioni ai sensi dell’art. 248 del Codice di Procedura Arbitrale della Federazione Russa.
Queste disposizioni saranno presto pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, dopodiché entreranno in vigore.
Questo ennesimo pacchetto di inutili quanto dannose sanzioni evidenzia l’urgenza per i popoli europei di liberarsi una volta per tutte dal giogo rappresentato dall’UE. Le classi dirigenti occidentali, disconnesse completamente dalla realtà, sono nella sala principale del Titanic intente ad ascoltare l’orchestrina senza rendersi conto che la nave affonda, se non ci diamo una mossa condivideremo con loro lo stesso infausto destino.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.