Sintesi: L’Italia è una pseudo-democrazia priva di sovranità, con un sistema bancario che espropria i cittadini della proprietà del loro denaro. La moneta dovrebbe appartenere a chi la utilizza, garantendo al possessore di poterne godere e disporre liberamente.
- Il sistema Usurocratico delle banche centrali
- Articolo 1834 cc: la banca diventa proprietaria dei tuoi soldi
- Importanza di essere proprietari della Moneta
Conosciamo bene lo stato comatoso della pseudo-democrazia in Italia. Il nostro paese di fatto è un protettorato anglo-francese da sempre, il popolo italiano è stato privato completamente della propria sovranità e indipendenza, anche e soprattutto quella economica. Gli italiani costretti a vivere come vassalli, da tempo immemore, sono amministrati da governi fantoccio, eterodiretti dalla Cupola finanziaria che ha sede nella city di Londra.
Parliamo di un ristretto gruppo di criminali, oligarchi globalisti e mondialisti, lascivi e spregevoli sacerdoti del neoliberismo e del turbocapitalismo. Avidi parassiti che controllano i paesi occidentali soggetti all’anglosfera attraverso il sistema usurocratico, l’uso della leva finanziaria del denaro prestato a debito: la Moneta fiat.

Il sistema Usurocratico delle banche centrali
Il denaro viene prestato a debito agli stati da banche centrali private che sono controllate dai criminali globalisti della finanza internazionale. Un esempio su tutti è la BCE, Banca Centrale europea che emette le banconote in euro, oppure la FED Federal Reserve americana che emette le banconote in dollari.
Il potere monetario delle Banche Centrali è uno strumento di influenza della Cupola finanziaria sugli Stati. Le istituzioni statali sono impegnate a nascondere la verità in tutte le sedi, anche parlamentari, per dissimulare che le Banche Centrali offrono denaro a un costo elevato, un denaro che per loro ha un costo minimo legato solo alla stampa, e il cui valore, cioè il potere di acquisto, non è stabilito da loro.
Il potere di acquisto è determinato dal mercato, dalle persone, attraverso la domanda di denaro. Le Banche centrali non creano il valore del denaro; tuttavia, agiscono come se fossero proprietarie, cedendolo agli Stati in cambio di titoli di Stato.
Oltre al danno la beffa, gli oligarchi globalisti, infatti, attraverso le Banca Centrali, di cui sono azionisti, si appropriano, a danno degli Stati, del valore del denaro che viene emesso, ma registrano questo valore nei conti delle banche, non come attivo, bensì come passivo, simulando così un debito e evitando il pagamento delle tasse su quello che rappresenta un puro incremento di capitale che,in quanto tale, dovrebbe essere interamente tassato.
La Moneta fiat è un mezzo di pagamento artificiale, svincolato dal prezzo di materie prime, come l’oro e l’argento. Il valore della moneta fiat è legato esclusivamente alla fiducia nei confronti dell’autorità che la emette, in parole povere siamo noi cittadini che accettando l’euro come valuta gli attribuiamo un valore intrinseco che in realtà non possiede.
Di conseguenza, il valore legale della Moneta non è determinato dalla tipografia o dal sistema elettronico che la emette, né dai proprietari di tali mezzi di produzione monetaria, ma piuttosto dalle persone che accettano di usarla.
Se tutti decidessimo di usare le banconote del monopoli al posto dell’euro, non noteremmo grandi differenze rispetto ad ora: un ente privato che stampa foglietti di carta privi di valore in sé e per sé.
Chi controlla l’emissione di moneta controlla l’economia, chi espropria il popolo della proprietà della moneta, lo schiavizza e si arricchisce senza lavorare, intascando il valore nominale e gli interessi, paga solo il costo di stampa, che è nullo se parliamo di moneta elettronica o digitale.

Articolo 1834 cc: la banca diventa proprietaria dei tuoi soldi
Vorrei portare alla vostra attenzione un argomento che in pochi conoscono e dovrebbe invece essere di pubblico dominio: quando apriamo un conto corrente presso una banca, i nostri soldi non sono più nostri. L’istituto di credito, infatti, ne acquista la completa proprietà. Ad affermarlo è il codice civile, Articolo 1834 cc, riportato nelle informative contenute nei contratti bancari, scritte con caratteri microscopici che velocemente sorvoliamo e abbiamo sottoscritto decine di volte.
Questo articolo chiarisce che: “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi.”
Risulta chiaro che al momento del deposito di una somma di denaro presso una banca, quest’ultima ne acquisisce, secondo la legge vigente, la proprietà. Di conseguenza, quando si depositano i propri fondi in banca, si perde il diritto di proprietà su di essi. Pertanto, aprire un conto corrente in Italia implica, in effetti, regalare tutti i propri risparmi alla banca.
La banca non restituisce il denaro alla scadenza del contratto o su richiesta, come previsto dall’art. 1834 cc? Assolutamente no! È frequente che la banca impedisca il prelievo di contante o limiti la possibilità di effettuare bonifici all’estero, e in alcuni casi addirittura di versare fondi sul proprio conto, a causa delle normative sul contrasto al riciclaggio. Questo accade costantemente.
Queste limitazioni sulla disponibilità dei fondi depositati in banca sono una prassi comune. Aprendo un conto corrente, i propri fondi vengono considerati di proprietà della banca e se l’istituto decide di non restituirli, non si ha alcun potere per recuperarli. Questo è ciò che stabilisce la legge. Quindi, depositare i propri risparmi in banca significa non solo rinunciare alla proprietà su di essi, ma anche perdere la possibilità di disporne liberamente.

Importanza di essere proprietari della Moneta
È fondamentale che i risparmiatori comprendano appieno la gravità di questa situazione e valutino attentamente le possibili conseguenze prima di decidere di depositare il proprio capitale in una banca. La salvaguardia dei propri beni rappresenta un aspetto cruciale che necessita della massima attenzione e cautela da parte nostra.
La questione della proprietà della moneta rappresenta un aspetto fondamentale: essa dovrebbe appartenere a chi la utilizza, piuttosto che a chi la emette. Questo principio è chiaramente delineato dalla Costituzione italiana, la quale, all’articolo 42, stabilisce che “la proprietà è pubblica o privata” e che “i beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati”.
Anche il Codice civile è chiaro a tal riguardo, l’articolo 927 definisce chiaramente il concetto di proprietà come “il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico”. Ne deriva che la moneta, essendo sia un bene economico che una cosa, dovrebbe appartenere a chi la detiene, consentendo così al possessore di poterne godere e disporre liberamente.
In base al principio della sovranità popolare, al momento dell’emissione, il denaro dovrebbe essere considerato come proprietà del popolo, implicitamente, dello Stato. Lo Stato non dovrebbe indebitarsi con una Banca Centrale per ottenere denaro.


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