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Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti: America First

Sintesi Donald Trump è ufficialmente il 47° Presidente degli Stati Uniti, ha formato una squadra di governo che sostiene convintamente la sua agenda: “America First”. L’obiettivo principale del Tycoon è rendere l’America nuovamente un grande paese, libero dall’influenza della nefasta Cupola globalista.

  1. L’agenda di Trump: “America First”
  2. La squadra del Presidente
  3. Le priorità dell’amministrazione Trump

Cari amici Multipolari, oggi, 20 gennaio 2025, Donald Trump si insedia ufficialmente come 47° Presidente degli Stati Uniti. Gli effetti della sua elezione si sono già visti ben prima di oggi, con cambiamenti repentini importanti negli equilibri geopolitici globali. Le dimissioni di dimissioni di Trudeau in Canada, il cambio di rotta di Zuckerberg, di cui vi ho già parlato in un precedente articolo, che ha eliminato la censura dei contenuti scomodi su Facebook e Instagram.

Jeff Bezos il padrone di Amazon che ha cambiato la linea editoriale del suo giornale, il Washington Post, mirando a ripulirlo dalla lordura globalista di cui era intriso. La vicenda dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, arrestato in Italia, su richiesta dell’amministrazione Biden e poi rilasciato nei giorni scorsi con la contestuale liberazione di Cecilia Sala la cittadina italiana, sedicente giornalista, arrestata in Iran e poi liberata.

Un altro fatto molto importante da segnalare è la tregua raggiunta e tanto auspicata, del conflitto fra Israele e Palestina, sancita dal rilascio di un gran numero di ostaggi. Naturalmente non posso non evidenziare il riposizionamento fulmineo dei leader fantoccio europei e del guitto Zelensky, puoi approfondire qui, che hanno prontamente voltato le spalle a nonno Biden per saltare lesti sul carro del vincitore.

Questi sono solo alcuni dei fatti più rilevanti che si sono verificati grazie a quello che potremmo benissimo definire: l’effetto Trump. Di seguito vedremo chi sono tutti gli uomini e le donne che formeranno la nuova amministrazione degli Stati Uniti e quale sarà la loro agenda.

L’agenda di Trump: “America First”

Donald Trump, diversamente dal suo primo mandato, si è circondato di collaboratori fidati, assolutamente leali nei suoi confronti, figure di alto profilo con esperienza sia nel settore privato che politico. Quelli che elencherò di seguito sono alcuni dei punti di forza nel programma di Trump che dovrebbero permettergli di realizzare il suo ambizioso programma: “Make America Great Again“. Vediamoli nello specifico:

Fidelizzazione e Lealtà a Trump: Molti membri sono noti per il loro forte supporto al presidente, alcuni dei quali hanno cambiato partito o abbandonato precedenti critiche per allinearsi con l’agenda di Trump.

Focus su Efficienza e Deregulation: Con figure come Elon Musk e Vivek Ramaswamy, c’è un chiaro impegno verso la riduzione della burocrazia e la semplificazione dei processi governativi, con un’attenzione particolare alla critica delle politiche ESG, ovvero gli investimenti in ambito ambientale, sociale e di governance legati alla teoria pseudoscientifica basata sul cambiamento climatico di natura antropogenica.

Cambio di Paradigma Politico: La squadra include ex democratici e critici di politiche tradizionali, suggerendo un tentativo di ridefinire le alleanze politiche con la Russia, la Cina e l’Iran, favorendo nuove prospettive non solo in ambito economico ma specialmente in politica estera e ambientale.

Depoliticizzazione delle Agenzie: L’orientamento dei membri della squadra di governo di Trump spinge verso una maggiore trasparenza e depoliticizzazione dell’intelligence, promuovendo un’agenda politica specifica, come nel caso della salute pubblica e dell’ambiente.

Nuove Priorità in Politica Interna: Ci sono indicazioni di una politica interna che dovrebbe essere ancora più focalizzata su temi come la sicurezza nazionale, i diritti dei lavoratori con un tocco conservatore e una critica alle politiche di welfare tradizionali.

Approccio alla Sicurezza e all’Immigrazione: Con figure note per le loro posizioni molto critiche in merito a questi settori, la squadra sembra pronta a rafforzare politiche di sicurezza interna e immigrazione.

Critica della Cultura Progressista: Collettivamente, la squadra di Trump si oppone al Woke, all’Identitarismo, al Politically Correct, alle Politiche di Inclusione. Si mostra assolutamente critica verso tutti gli eccessi liberal e progressisti, puntando a una visione più tradizionale di amministrazione dello stato e società.

In sintesi, il nuovo governo di Trump differisce significativamente da quelli che l’hanno preceduto e si caratterizza programma che privilegia l’”America First“, con l’obiettivo di cancellare completamente l’agenda globalista e le pulsioni imperialiste e guerrafondaie che hanno caratterizzato le precedenti amministrazioni a partire da Bush senior, passando per Obama fino ad arrivare all’attuale amministrazione Biden, una delle peggiori di tutti i tempi.

La squadra del Presidente

Ecco una panoramica dei membri che formeranno la squadra di governo di Donald Trump. Questi sono gli uomini e le donne che insieme a Trump desiderano cambiare le sorti del loro paese. Condividono un forte impegno a smantellare il “deep state“, radicato profondamente nei dipartimenti e nelle strutture federali degli Stati Uniti.

La testa del serpente, la mafia globalista, si trova a Londra, nella city, per questo uno degli obiettivi primari di Trump e della sua amministrazione è “de-inglesizzare” gli Stati Uniti, così come ha già fatto, con successo, il Presidente Putin in Russia. Ecco una presentazione sintetica della squadra di governo:

Susie Wiles – Capo di Gabinetto, è stata la co-coordinatrice della campagna elettorale di Trump nel 2024. Veterana delle campagne repubblicane, è conosciuta per la sua gestione silenziosa ed efficace delle operazioni politiche.

Marco Rubio – Segretario di Stato, Senatore della Florida, Rubio è un falco in politica estera, noto per le sue posizioni dure contro Cina e Iran. Ha cambiato la sua critica iniziale verso Trump in un’alleanza solida.

Elon Musk – Segretario per l’Efficienza Governativa, Fondatore di SpaceX, Tesla e proprietario di X. Musk ha contribuito finanziariamente alla campagna di Trump ed è incaricato di riformare e ridurre la burocrazia federale.

Robert F. Kennedy Jr. – Segretario alla Salute, figlio di Robert F. Kennedy è un avvocato ambientalista e attivista per la salute pubblica, si è distinto per le sue battaglie contro l’OMS, l’obbligo vaccinale, la sicurezza alimentare e le politiche sanitarie degli Stati Uniti. Ha appoggiato Trump nelle elezioni presidenziali.

Kristi Noem – Segretaria alla Sicurezza Interna, Governatrice del South Dakota, ha grande esperienza nella gestione della sicurezza statale, si è mostrata una fervente sostenitrice delle politiche di Trump.

Mike Waltz – Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Ex colonnello delle forze speciali, deputato della Florida, noto per la sua posizione dura sulla Cina e per il suo sostegno all’agenda di sicurezza di Trump.

Pam Bondi – Procuratore Generale, Ex procuratore generale della Florida, esperta in diritto. Bondi è stata parte del team legale nelle vicende processuali affrontate da Trump. Sostiene fermamente il programma politico del Presidente.

John Ratcliffe – Direttore della CIA, Già direttore dell’Intelligence Nazionale durante il primo mandato di Trump, Ratcliffe noto per essere particolarmente critico verso la politicizzazione dell’intelligence è sostiene riforme per una maggiore trasparenza di questa struttura.

Tulsi Gabbard – Direttrice dell’Intelligence Nazionale, Già deputata dell’Hawaii, con esperienza militare nel servizio nazionale della guardia è una ex deputata democratica, Gabbard ha cambiato partito e sostenuto Trump.

Elise Stefanik – Ambasciatrice presso le Nazioni Unite, Deputata di New York, eletta al Congresso a soli 30 anni ha un background in politica e comunicazione. Assolutamente critica verso l’ONU ha mostrato un forte allineamento con Donald Trump, contrastando gli impeachments e sostenendo le sue politiche.

Scott Bessent – Segretario al Tesoro, Gestore di hedge fund, ex consigliere economico di Trump, ha grande esperienza in economia e finanza. Sostiene i dazi e le politiche economiche protezionistiche per gli Stati Uniti.

Howard Lutnick – Segretario al Commercio, CEO di Cantor Fitzgerald, era preferito da Musk per il ruolo di Segretario al Tesoro, ma ha trovato la sua posizione nel Commercio.

Lori Chavez-DeRemer – Segretaria al Lavoro, La prima repubblicana donna e latina a rappresentare l’Oregon al Congresso, ha sostenuto misure come il PRO Act per rafforzare i diritti dei lavoratori e revocare leggi che limitano l’organizzazione sindacale.

Doug Burgum – Segretario agli Interni, Governatore del Nord Dakota è conosciuto per il suo interesse in economia, energia e sicurezza nazionale, ha promosso politiche di riduzione fiscale, deregolamentazione, e ha sostenuto l’industria energetica, specialmente il petrolio e il gas.

Lee Zeldin – Direttore dell’Agenzia per l’Ambiente, Ex deputato di New York, ha servito nell’esercito americano, con un dispiegamento in Iraq nel 2006. Profondamente scettico sui cambiamenti climatici è intenzionato a ridurre le normative ambientali.

Vivek Ramaswamy – Assistente Segretario per l’Efficienza Governativa, Ramaswamy è noto per le sue posizioni contro le politiche ambientali, sociali e di governance incenrate sul cambiamento climatico. Sostenitore della meritocrazia, ha proposto riforme radicali nel governo federale, incluso il taglio della burocrazia e una revisione delle agenzie governative.

Le priorità dell’amministrazione Trump

Donald Trump, ha già annunciato per il secondo mandato, una serie di riforme che riflettono la sua visione politica ed economica. Di seguito propongo una sintesi di quelle che saranno le priorità della nuova amministrazione americana.

Politica Interna:

  1. Riforma dell’Immigrazione:
    • Espulsione di massa degli immigrati senza documenti.
    • Rafforzamento della sicurezza alle frontiere, inclusa la continuazione della costruzione del muro al confine con il Messico.
    • Revisione delle politiche di asilo per renderle più restrittive.
  2. Riduzione della Tassazione e Politiche Economiche:
    • Ulteriori riduzioni delle tasse per individui e aziende.
    • Promozione di politiche economiche protezionistiche, inclusi dazi su importazioni da paesi come Cina, Messico e Canada.
    • Sostegno all’industria americana attraverso incentivi fiscali e deregolamentazione.
  3. Deregulation:
    • Semplificazione delle normative ambientali, finanziarie e industriali per favorire la crescita economica.
    • Revisione o abolizione di leggi percepite come ostacoli al business.
  4. Riforma Sanitaria:
    • Abrogazione dell’Affordable Care Act (Obamacare) e sostituzione con un sistema alternativo.
  5. Giustizia e Sicurezza Interna:
    • Politiche di “law and order” con un aumento dei fondi per le forze dell’ordine.
    • Critica e riforma delle pratiche che percepisce come “soft on crime”.

Politica Internazionale:

  1. Rapporti con la Cina:
    • Revisione degli accordi commerciali, con la possibile imposizione di ulteriori dazi e sanzioni.
    • Politiche per ridurre la dipendenza economica dalla Cina e contrastare la sua influenza globale.
  2. Relazioni con la NATO e la Russia:
    • Revisione del ruolo degli Stati Uniti nella NATO, chiedendo a membri di contribuire di più finanziariamente.
    • Dialogo con la Russia, con tentativi di migliorare le relazioni bilaterali.
  3. Medio Oriente e Politica Israeliana:
    • Interruzione del supporto a Israele, inclusi riconoscimenti come quello di Gerusalemme come capitale.
    • Ritiro graduale dall’impegno militare nella regione, tranne che per interessi diretti degli Stati Uniti.
  4. Accordo Nucleare con l’Iran:
    • Recisone delle politiche di massima pressione sull’Iran, inclusa l’uscita dall’accordo nucleare.

Cultura e Società:

  1. Opposizione alla Cultura “Woke”:
    • Lotta a tutte le ideologie progressiste e globaliste, deleterie e fuorvianti, tra cui l’Identitarismo, il Politically Correct, le Politiche di Inclusione, le politiche di diversità aziendale e le questioni relative all’identità di genere.
  2. Educazione e Libertà di Espressione:
    • Promozione di una “educazione patriottica” e critica verso il Critical Race Theory.
    • Sostegno alla libertà di espressione, contrastata negli ultimi anni da politiche governative repressive e di censura dei contenuti pubblicati sui social media dagli utenti.

Ho solo tratteggiato i il programma che il nuovo governo degli Stati Uniti intende portare avanti. L’agenda “America First”, pone un’enfasi sulla sovranità nazionale, il nazionalismo economico, e la cancellazione di tutte le ideologie globaliste e progressiste.

L’obiettivo di Trump e del suo esecutivo è affrancarsi finalmente dalla Cupola finanziaria globalista e mondialista arroccata in Europa, in particolare in Inghilterra, tornando ad essere un paese veramente sovrano. Questo è quello a cui dovremmo mirare anche noi qui in Italia, da tropo tempo schiacciati sotto il tallone dei globalisti d’oltremanica: diventare finalmente un paese sovrano.

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