Sintesi: L’inchiesta “Green Gate” ha messo sotto i riflettori l’ex commissario europeo Frans Timmermans, finito al centro di uno scandalo per presunti finanziamenti segreti alle ONG ambientalista con il fine di fare lobbying e spingere i parlamentari europei a promuovere il suo Green Deal
Introduzione
Una notizia apparsa sul quotidiano olandese De Telegraaf, mercoledì 22 gennaio, ha scatenato un vero e proprio terremoto mediatico intorno alla figura dell’ex commissario europeo Frans Timmermans che sarebbe implicato in uno scandalo su finanziamenti segreti per promuovere l’agenda verde (Green Deal) dell’Unione Europea.
Nota come “Green Gate” o “Caso Timmermans“, questa inchiesta giornalistica ha sollevato parecchi interrogativi in merito alla trasparenza delle istituzioni europee ma anche sulle modalità e finalità per cui i fondi pubblici europei vengono impiegati.
Origini del “Green gate”
L’inchiesta di De Telegraaf è incentrata sui fondi pubblici che la Commissione Europea avrebbe utilizzato, oltre 5 miliardi di euro provenienti dal programma Life, per finanziare segretamente una rete di organizzazioni non governative (ONG), per l’esattezza 185 associazioni ambientaliste che avrebbero collaborato per promuovere l’agenda verde di Frans Timmermans. Secondo le accuse mosse nel contesto del “Green Gate”, il compito delle ONG coinvolte era:
- Promuovere e sostenere l’agenda verde: Le ONG dovevano lavorare per fare lobbying a favore delle politiche ambientali dell’UE, in particolare quelle promosse da Frans Timmermans, come il Green Deal europeo e la “Nature Restoration Law”.
- Influenzare il dibattito politico: Erano incaricate di influenzare il dibattito pubblico e politico, contattando specifici politici per ottenere il loro supporto sulle politiche ambientali. Questo includeva la creazione di campagne mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e a spingere per normative più ambiziose.
- Rendicontazione delle attività: Le ONG avevano l’obbligo di rendicontare i risultati delle loro attività di lobbying, dimostrando l’impatto delle loro azioni sugli sviluppi legislativi.
Questo schema di lavoro mirava a garantire che le politiche verdi fossero proposte dalla Commissione Europea e adottate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea per poi essere successivamente implementate dagli stati membri dell’UE.
Personaggi Chiave dell’Inchiesta
Sempre secondo l’inchiesta di De Telegraaf sarebbero in parecchi ad essere coinvolti direttamente o indirettamente in questa vicenda:
- Frans Timmermans: Ex vicepresidente della Commissione Europea e responsabile del Green Deal europeo. Avrebbe usato i fondi UE per finanziare ONG a sostegno delle sue politiche verdi.
- Ursula von der Leyen: Presidente della Commissione Europea durante il “Green Gate”. Sebbene non direttamente accusata, è associata allo scandalo per la sua posizione di leadership. La Commissione sotto la sua guida ha ammesso l’uso “inopportuno” dei fondi.
- Funzionari della DG Ambiente (Direzione generale Ambiente): Coinvolti nella gestione e distribuzione dei fondi europei alle ONG ambientaliste. Non nominati individualmente, avrebbero avuto un ruolo amministrativo e di coordinamento dei finanziamenti.
- Membri delle ONG ambientaliste: Parte di una rete di 185 associazioni che avrebbero ricevuto fondi per fare lobbying a favore delle politiche verdi. Secondo l’inchiesta avrebbero ricoperto un ruolo centrale nel condurre campagne di sensibilizzazione e influenzare il dibattito politico.
- Politici del Parlamento Europeo: Non nominati specificamente, ma secondo le accuse, c’era una lista di politici da contattare per ottenere supporto per le politiche verdi. Il loro ruolo era di sostenere e votare a favore delle proposte legislative ambientali.
Conclusioni
Il Caso Timmermans mette ancora una volta sotto i riflettori la governance dell’UE, la totale assenza di trasparenza e l’iniquità, l’inefficienza e l’insostenibilità delle sue politiche. Se le accuse mosse dall’inchiesta di De Telegraaf si dimostreranno fondate, sarà solo l’ennesima riprova del degrado e della profonda corruzione che pervade le istituzioni europee, marcie fino al midollo.

