Sintesi: L’Italia è in crisi: politica corrotta, povertà, sanità e lavoro in declino, giovani precari, sistema educativo obsoleto. Urge un cambiamento radicale.
Cari amici Multipolari, sapete che non parlo spesso dei politici italiani perché li vedo un po’ come figure di contorno, davvero poco rilevanti sulla scena internazionale. Ma visto che molti di voi mi hanno chiesto di buttare un occhio su quello che succede nel nostro giardino di casa, oggi vi propongo queste mie riflessioni sullo stato di salute complessivo del nostro paese.
L’Italia, una volta faro di civiltà e cultura, oggi è l’esempio lampante di come una classe politica priva di etica, coerenza e vera dedizione al servizio pubblico possa condurre un paese meraviglioso e ricco come il nostro verso il declino. Questo è il risultato di almeno 30 anni di malgoverno da parte di politici che hanno mostrato inettitudine cronica, mancanza di visione e attenzione più rivolta ai propri interessi che al benessere della nazione.
Corruzione, nepotismo, pressapochismo e una distanza siderale dalle reali esigenze degli italiani completano il quadro desolante della classe dirigente del nostro paese, che ha trasformato l’Italia in una degradata periferia del mondo globalizzato. L’incapacità dei governanti, nel suo complesso, è ormai palesemente drammatica e insostenibile.
Oggi proverò ad elencare ed esporre in maniera sintetica le principali sfide che l’Italia sta affrontando e dovrà provare a superare. Ogni tema che presenterò qui, oggi, sarà esplorato in modo più dettagliato in seguito, con una serie di approfondimenti che prometto di condividere con voi presto!
Indice dei contenuti
- Povertà in Italia
- Crisi Economica e Inflazione
- Problemi nella Sanità
- Mondo del Lavoro
- La Scuola
- Emergenza Migranti
- L’ingerenza dell’Unione Europea
- Conclusioni
Povertà in Italia
Un problema che richiederebbe un’attenzione immediata e strategica, ma i rappresentanti politici hanno dimostrato cronica incapacità nella sua gestione. Nel 2024, secondo dati ISTAT, il numero di famiglie in povertà assoluta ha raggiunto l’8,4% del totale, con quasi 5,7 milioni di individui colpiti. Sempre secondo l’Istat, le statistiche che riguardano i minori sono particolarmente allarmanti, con il 13,8% fra loro costretti a vivere molto al di sotto della soglia di povertà.
Le politiche sociali messe in campo si sono mostrate assolutamente inadeguate, spesso più orientate al consenso immediato che a soluzioni strutturali. Una serie di misure, pesantemente penalizzanti, imposte all’Italia dagli euroburocrati di Bruxelles, hanno influito negativamente sulla sovranità statale del nostro paese, limitandone la crescita e lo sviluppo economico.
Inoltre, la miopia politica ha portato a misure di contrasto alla povertà, come il “Reddito di Cittadinanza” o il “Reddito di Inclusione” che si sono dimostrate solo degli spot elettorali, buoni per assicurarsi un pò di voti in campagna elettorale. Leggi più simboliche che efficaci che non hanno risolto il problema della povertà, lasciando intatto il divario economico tra chi ha tanto e chi non ha niente.
La realtà è che senza un cambiamento radicale nell’approccio politico, senza la volontà di affrontare realmente alla radice il problema della povertà in Italia, attraverso misure realmente incisive e senza un piano di medio e lungo termine che includa educazione, lavoro e welfare, il nostro paese rischia di vedere aumentare ulteriormente la disuguaglianza.
Purtroppo, non c’è da aspettarsi molto dai nostri governanti, sperare che agiscano con urgenza e competenza per garantire dignità e opportunità per tutti i cittadini al momento resta solo una pia illusione.

Crisi Economica e Inflazione
La crisi economica e l’inflazione in Italia nel 2024 riflettono un quadro di fallimento politico. Con un’inflazione al 3,5%, dati ISTAT, il potere d’acquisto delle famiglie è stato significativamente ridotto. La crescita del PIL è stata modesta, solo dello 0,5%, indicando un’economia stagnante.
I nostri parlamentari, più interessati a mantenere il consenso che a promuovere concrete misure per la crescita economica, hanno mancato nell’implementare riforme fiscali urgenti per alleviare la pressione economica. Anche in questo caso, l’ingerenza delle politiche europee, con obblighi di bilancio rigidi, ha ulteriormente limitato la capacità dell’Italia di rispondere efficacemente alla crisi.
Il debito pubblico, che secondo l’ultimo rapporto per il 2024 di Banca d’Italia aveva già raggiunto il 144,2% del PIL, continua a crescere. Senza politiche innovative e investimenti in settori chiave il paese rischia un’ulteriore recessione. Bisogna considerare alcuni fattori interni ed esterni che contribuiscono in maniera rilevante all’aumento del nostro debito pubblico.
Fattori interni sono, per esempio, “la rigidità del mercato del lavoro“, “la burocrazia e l’inefficienza amministrativa” e “le politiche fiscali“, mentre fattori esterni rilevanti sono la “crisi energetica europea” (legata alle sanzioni folli alla Russia), “lo shock finanziario globale” (a partire dal 2008), “l’instabilità geopolitica” e “le fluttuazioni dei prezzi per le materie prime“.
Tutto questo contribuisce all’aumento del nostro debito pubblico. La governance italiana è assolutamente incapace di ammettere le proprie responsabilità per il disastro economico che ha causato, continua ad adottare misure totalmente inutili e controproducenti che non servono a contrastare l’inflazione o a stimolare una ripresa economica, al contrario continua a peggiorare la già precaria e traballante economia del nostro paese.
Problemi nella Sanità
In Italia, la crisi della sanità pubblica è evidente e drammatica. Le liste d’attesa per ottenere una visita specialistica possono superare i dodici mesi, un’inefficienza inaccettabile per un paese che dovrebbe garantire salute come diritto fondamentale. La spesa sanitaria, a solo il 6,5% del PIL, è sintomatica di un sistema gravemente sottofinanziato, ben al di sotto degli standard europei.
La corruzione, che infetta appalti e forniture mediche, è un cancro che mina ulteriormente la fiducia nel sistema. La classe politica italiana, spesso percepita come opportunista, corrotta e legata al potere, ha fallito nel suo dovere di proteggere e migliorare la sanità pubblica.
La mancanza di visione, competenza e integrità tra i nostri leader ha portato a uno stato di degrado il nostro sistema sanitario nazionale che non può più essere ignorato. È imperativo che si agisca con urgenza e severità per riformare e risanare un sistema che sta tradendo i cittadini di questo paese.
Mondo del Lavoro
La crisi del mondo del lavoro in Italia è un capitolo oscuro che si è aggravato con il passare degli anni, lasciando segni profondi sulla società. La disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il 21,8% nel 2024, è un sintomo evidente di una politica miope e corrotta.
I giovani sono stati abbandonati a un futuro incerto, con contratti di lavoro sempre più precari. Secondo rilevazioni ISTAT nel 2024, in Italia, il numero di giovani con contratti stagionali e a termine è cresciuto rispetto agli anni precedenti, arrivando a circa 2,8 milioni, mentre quelli a tempo indeterminato hanno visto una drastica diminuzione, dimostrando una chiara mancanza di intervento da parte del governo.
Le disparità geografiche e di genere aggravano ulteriormente la situazione. Le regioni del sud d’Italia soffrono di un tasso di disoccupazione nettamente superiore, con le donne che affrontano condizioni di lavoro ancora peggiori. Nel 2024, l’occupazione è cresciuta solo nel settore dei servizi, mentre l’industria ha visto un calo, segno di una visione industriale assente da parte dei governanti.
La fuga dei cervelli è un altro capitolo doloroso di questa crisi. Migliaia di giovani qualificati lasciano il paese ogni anno, frustrati da un sistema che non sa valorizzarli. Le politiche migratorie, poi, sono state gestite in modo tale da non sfruttare appieno le potenzialità della forza lavoro straniera, creando piuttosto tensioni sociali.
L’Italia investe meno in ricerca e sviluppo rispetto agli altri paesi europei, con conseguenze dirette sulla competitività e sulla qualità dell’occupazione disponibile. Questo sottolinea un fallimento politico non solo in termini di gestione economica ma anche di visione a lungo termine.
Urge una classe dirigente responsabile che non favorisca corruzione e favoritismi ma promuova riforme vitali: politiche economiche davvero incisive, con incentivi fiscali per le imprese capaci di rilanciare l’economia.

La Scuola
Il sistema educativo italiano vive una fase di profonda incertezza, con investimenti che si attestano solo al 4,3% del PIL nel 2024, ben al di sotto della media europea, come riportato dall’OCSE. Questo sottofinanziamento cronico ha portato a strutture scolastiche che letteralmente cadono a pezzi; edifici che non garantiscono nemmeno la sicurezza di studenti e personale.
Gli insegnanti, secondo rilevazioni OCSE del 2024, con stipendi che nel 2024 sono diminuiti del 6% rispetto al 2015, sono malpagati e demotivati, con una percentuale del 60% di docenti over 50, segno di un sistema che non attrae nuove forze fresche. I programmi didattici, spesso obsoleti, non rispondono alle esigenze di un mondo in rapido cambiamento.
L’establishment governativo, invece di affrontare queste emergenze, si perde in dibattiti ideologici sterili, dimostrando una distanza abissale dalle vere necessità del paese. Questa negligenza rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro delle nuove generazioni italiane.
Emergenza Migranti
La crisi migratoria in Italia svela l’incapacità delle classi dirigenti di gestire un fenomeno complesso con misure efficaci e umane. Nel 2024, gli arrivi via mare sono diminuiti del 65% rispetto al 2023, secondo il Ministero dell’Interno, ma questo non riduce la necessità di una politica migratoria coerente.
Il sistema di accoglienza è sovraccarico, con oltre 140.000 rifugiati e migranti presenti nel 2024, come testimonia un rapporto ufficiale di UNICEF Italia. La gestione dei flussi migratori è stata caratterizzata da accordi internazionali discutibili e da un approccio spesso repressivo più che integrativo.
I politici e sfruttano da decenni il tema dell’immigrazione per meri calcoli elettorali, mirando esclusivamente alla polarizzazione del dibattito pubblico fra chi è a favore e chi contro le politiche nazionali sulla gestione dei migranti. Nessuno dei partiti o delle coalizioni al governo negli ultimi anni ha davvero fatto qualcosa di rilevante per arginare e contrastare efficacemente il flusso dei migranti verso l’Italia.
Tutti gli schieramenti parlamentari, da destra a sinistra, hanno preferito prendere parte a dibattiti polemici a favore di telecamera piuttosto che impegnarsi per soluzioni concrete, ignorando la necessità di affrontare le cause profonde delle migrazioni. L’Occidente collettivo guidato dai poteri anglo-sionisti è stato ed è ancora adesso il principale responsabile di guerre e destabilizzazione di molti paesi, in Africa e in Medio Oriente.
Questo ha prodotto come risultato crisi umanitarie e flussi di migranti in fuga verso l’Europa, in particolare verso l’Italia che per la sua posizione geografica nel Mediterraneo è spesso il primo luogo d’approdo per migliaia di profughi e migranti. Con un’emergenza umanitaria in corso, la mancanza di una strategia lungimirante e di un’integrazione reale mette a rischio non solo i migranti ma anche la coesione sociale e la sicurezza del nostro paese.
Bisogna sottolineare che anche in questo caso le responsabilità sono da addebitarsi non solo all’Italia ma anche all’Unione Europea che si dimostra incurante e sorda ai problemi legati all’immigrazione che i singoli stati, come l’Italia, sono costretti ad affrontare. Urgono quindi politiche mirate e condivise, sia a livello europeo sia nazionale, che vadano oltre l’emergenza, verso una gestione responsabile e umana della migrazione.

L’ingerenza dell’Unione Europea
Le politiche europee hanno peggiorato enormemente le condizioni di vita dei cittadini italiani. Progressivamente, negli ultimi venti anni, mettendo in pratica Il principio della rana bollita di Noam Chomsky gli euroburocrati dell’Unione Europea ci hanno tolto ogni sovranità: monetaria, interna, legislativa ed economica.
Nel 2024, l’imposizione di rigide regole di bilancio ha limitato la capacità del paese di investire nelle infrastrutture e nei servizi pubblici. Il Patto di Stabilità e Crescita, con le sue raccomandazioni, ha spinto l’Italia a mantenere un deficit sotto controllo, ignorando le esigenze di crescita e coesione sociale.
Bisogna anche ricordare altre leggi e regolamenti che nel corso degli ultimi anni sono state imposte all’Italia: “La Direttiva sulla tassazione dell’energia“, “La Direttiva Anti-Elusione“, “Il Meccanismo Europeo di Stabilità“, ma anche e soprattutto “La Politica Monetaria della BCE“. Queste norme legislative e regolamentari si sono rivelate assolutamente deleterie e devastanti per il nostro paese, condizionandone fortemente la capacità di sviluppo e favorendo l’aumento del disagio economico e sociale.
L’Unione Europea è solo un peso per l’Italia e la sta trascinando giù verso l’abisso. Noi italiani dobbiamo liberarci da questi aguzzini di Bruxelles che da oltre vent’anni ci privano delle nostre ricchezze, delle libertà e sovranità.
Conclusioni
Le complesse sfide che l’Italia deve affrontare, dalla sanità al mondo del lavoro, dall’educazione all’economia, passando per la gestione dei migranti, sono rese ancora più ardue da una classe politica profondamente corrotta, degradata ed iniqua che privilegia esclusivamente gli interessi dell’oligarchia globalista e mondialista anglo-sionista piuttosto che pensare alle reali necessità del popolo italiano: politicanti mediocri e meschini che mostrano una totale mancanza di visione politica strategica per il medio e lungo termine.
Abbiamo bisogno di uomini capaci di sganciare l’Italia dal “pilota automatico” di cui parlava Draghi, per cambiare finalmente rotta, promuovendo soluzioni che pongano al centro il benessere dei cittadini e gli interessi del paese. Solo così si potrà sperare in un’Italia che guarda al futuro con speranza e non con rassegnazione.


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