Sintesi
Donald Trump ha suggerito di fare della Striscia di Gaza una “Riviera del Medio Oriente”, questa proposta ha provocato un’ondata di critiche e indignazione a livello internazionale. Russia, Turchia, Cina, Egitto e Giordania sono alcune fra le nazioni ad opporsi, considerando la proposta arrivata della Casa Bianca una minaccia ai diritti e alla sovranità del popolo palestinese.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha delineato una visione “audace” per la Striscia di Gaza, suscitando un’ondata di reazioni e incredulità a livello internazionale. Durante il suo incontro alla Casa Bianca con il Primo Ministro israeliano, il criminale e genocida Benjamin Netanyahu, Trump ha proposto un piano che prevede un intervento diretto degli Stati Uniti per trasformare l’area devastata dal conflitto in un paradiso turistico, descrivendolo come la “Riviera del Medio Oriente“.
Questa “proposta” suona come una “provocazione” e ha suscitato incredulità e stupore in molte persone che, in modo un po’ ingenuo, vedono Trump come un “salvatore“. È probabile che lo sia, ma solo per gli Stati Uniti e non certamente per il resto del mondo. Il suo progetto ha suscitato dubbi e preoccupazioni riguardo alla sovranità, ai diritti e al futuro per il popolo palestinese. Proverò a riportare, di seguito, le principali dichiarazioni di Trump, ma anche le reazioni e le critiche che esse hanno suscitato.
Indice dei contenuti
Il Piano di Trump per Gaza
Durante una conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato: “Prenderemo possesso della Striscia di Gaza e ci assumeremo la responsabilità di disinnescare tutte le bombe inesplose e rimuovere altre armi presenti sul sito, livellare il terreno, sbarazzarci degli edifici distrutti, creare uno sviluppo economico che fornirà un numero illimitato di posti di lavoro e abitazioni per la gente della zona.”
Il Presidente Trump ha prospettato un’opportunità unica dicendo: “Abbiamo l’opportunità di fare qualcosa che sarebbe fenomenale. Non voglio fare il furbo. Non voglio essere astuto, ma [la Palestina potrebbe diventare] la Riviera del Medio Oriente. Potrebbe essere così magnifico.” Ha anche accennato alla possibilità di un controllo a lungo termine da parte degli USA, affermando: “Vedo una posizione di proprietà a lungo termine su Gaza, e vedo che porterà una grande stabilità a quella parte del Medio Oriente e forse a tutto il Medio Oriente.“
Trump ha anche sottolineato la sua intenzione di discutere la questione con i leader regionali, dichiarando: “L’Arabia Saudita sarà molto d’aiuto e lo è stata molto,” aggiungendo che Riyadh vuole la pace in Medio Oriente.

Risposte e Critiche Internazionali
Russia: Il senatore russo Vladimir Dzhabarov ha criticato il piano dicendo: “Penso che questa idea sembri più quella di un magnate immobiliare.” Ha messo in dubbio la fattibilità dell’idea, chiedendo “E cosa farebbero lì, ad esempio, in Egitto?” Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito: “La nostra posizione sulla questione del Medio Oriente è ben nota: la soluzione può avvenire solo sulla base di due stati,” riconoscendo anche l’opposizione araba al piano di Trump.
Palestina: L’ambasciatore palestinese a Mosca, Abdel Hafiz Nofal, ha affermato: “Non solo la Palestina [è contraria a questa proposta], ma tutti i paesi arabi e musulmani si oppongono.” Il governo di Gaza ha respinto il piano con forza, dicendo: “Rifiutiamo categoricamente e condanniamo le dichiarazioni nazionalistiche che mostrano arroganza verso il popolo palestinese, trattandoli come schiavi da sfrattare o di cui decidere il destino secondo i capricci della politica americana. Questo pensiero coloniale non funzionerà e non porterà alcun beneficio.“
Turchia: Il Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha descritto la proposta come “inammissibile,” sottolineando che “Questa è la ragione fondamentale per cui è sorta la questione palestinese, quando i palestinesi sono stati cacciati dalle loro terre e sostituiti dagli israeliani.“
Cina: Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha detto: “La Cina si oppone al trasferimento forzato dei residenti della Striscia di Gaza esortando tutte le parti a sfruttare il cessate il fuoco e la fase post-bellica come un’opportunità per promuovere una soluzione politica basata sul modello dei due stati“
Hamas: Il portavoce di Hamas, Izzat al-Risheq, ha dichiarato: “Rifiutiamo la dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che chiede al nostro popolo di abbandonare la propria patria con la scusa di ricostruirla,” vedendola come un tentativo di “cancellare la causa palestinese.“
Egitto: Il Ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha criticato il piano di Donald Trump per il trasferimento dei palestinesi da Gaza, definendolo “una chiara violazione dei diritti palestinesi alla loro terra“.
Giordania: il Ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi, ha reagito alla proposta di Trump il giorno successivo, dichiarando: “Non accetteremo mai che il problema dei palestinesi sia scaricato su altri paesi arabi“, respingendo così l’idea del trasferimento dei palestinesi da Gaza in Giordania.

Analisi e Prospettive
La proposta di Trump ha suscitato preoccupazioni riguardo a possibili operazioni di pulizia etnica, come sottolineato in un articolo del Washington Post, che ha definito l’idea “costosa, mortale e politicamente esplosiva“. Un esperto cinese, Han Jianwei, ha ipotizzato che il piano miri a instaurare la “Grande Israele” sotto controllo statunitense, destando preoccupazioni tra le nazioni arabe confinanti.
Trump ha anche accennato a un annuncio imminente sulla Cisgiordania entro le prossime quattro settimane, mantenendo il riserbo sul riconoscimento della sovranità israeliana su questa regione. Inoltre, è previsto un vertice globale sul Medio Oriente a New York a giugno, con l’obiettivo di discutere la ricostruzione di Gaza, stimata da Abdel Hafiz Nofal richiedere almeno 80 miliardi di dollari.
Questo piano emerge in un contesto segnato dal recente cessate il fuoco e da uno scambio di ostaggi tra Hamas e Israele, mette in risalto la fragilità della situazione attuale nella Striscia di Gaza e la complessità del processo di pace in Medio Oriente.La proposta di Trump ha suscitato un dibattito globale, rivelando le tensioni e le divergenze internazionali sul futuro della Striscia di Gaza.
Le critiche provenienti da varie nazioni non solo evidenziano un’opposizione alla metodologia proposta da Trump, ma sottolineano anche l’importanza di considerare soluzioni che rispettino i diritti, la sovranità territoriale e le legittime aspirazioni dei palestinesi. Senza queste premesse, non sarà mai possibile giungere a una conclusione del conflitto israelo-palestinese.


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