Sintesi
Trump ha rilasciato un’intervista rivelando di aver parlato con Putin per trovare un accordo e porre fine alla guerra in Ucraina. L’atmosfera della telefonata è stata di apertura reciproca. Questo dimostra come l’amministrazione Trump si stia adoperando per arrivare a dei colloqui di pace con la Federazione Russa. Il Cremlino non ha smentito ne confermato le dichiarazioni di Trump.
Cari amici Multipolari, ieri, 9 febbraio 2025, in un colpo di scena che potrebbe segnare l’inizio della fine del conflitto in Ucraina, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente russo, Vladimir Putin, con l’obiettivo di negoziare la cessazione delle ostilità.
Si percepisce un cambiamento significativo rispetto alla precedente linea ultra bellicista e russofobica dell’amministrazione Biden. Gli Stati Uniti, sotto la direzione di un presidente non autosufficiente e con evidenti deficit cognitivi, manovrato dai poter anglo-sionisti e globalisti, hanno protratto un conflitto interminabile con la Russia. Tuttavia, con Trump al potere, si delinea una concreta opportunità di dialogo per porre fine al conflitto sanguinoso in Ucraina, che dura da quasi tre anni.
La telefonata fra Putin e Trump
In un’intervista esclusiva rilasciata ieri al New York Post, Trump ha dichiarato: “Ho parlato con Putin per far finire questa guerra. Lui vuole vedere la gente smettere di morire. Tutti quei giovani, belli, come i nostri figli, due milioni di loro – senza motivo.” Trump ha evitato di specificare quante volte ha parlato con Putin, sottolineando solo che “è meglio non dirlo“. Ha anche ribadito di avere “un buon rapporto” con il leader russo, una relazione che secondo Trump non ha mai avuto il suo predecessore, Joe Biden.
In precedenza, Trump aveva espresso apertamente il desiderio di “vedere le persone smettere di morire” in Ucraina, sottolineando che Putin condividerebbe questo sentimento. Trump aveva anche detto sui social media e in conferenze stampa: “Amo il popolo russo, portiamo questa guerra alla fine.”
Stati Uniti aperti al Dialogo
Non sono state riportate dichiarazioni aggiuntive da altri membri dell’amministrazione Trump riguardo a questa specifica telefonata, ma è noto che l’amministrazione si sta muovendo per risolvere il conflitto in Ucraina, con diversi funzionari che hanno discusso dell’importanza di un dialogo diretto con Mosca.
In precedenza, Musk ha sostenuto pubblicamente la necessità di trovare una soluzione pacifica al conflitto, dichiarando su X che la guerra “non aiuta l’Ucraina” e che tutti dovrebbero lavorare per la pace. Musk ha anche discusso della sua collaborazione con il governo americano per fornire supporto tecnologico, che potrebbe implicare anche la Russia.
Keith Kellogg, Inviato Speciale per l’Ucraina e la Russia, ha ribadito in precedenza l’importanza di un dialogo con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, sottolineando che le soluzioni militari non sono sufficienti: “Siamo alla ricerca di soluzioni pragmatiche. Abbiamo bisogno di parlare direttamente con Mosca per porre fine a questa guerra. Nessuno vuole vedere altre perdite umane.”
Steve Witkoff, Inviato Speciale per il Medio Oriente, aveva affermato durante una recente visita diplomatica: “Non possiamo ignorare la necessità di un dialogo con la Russia. Le questioni globali richiedono cooperazione e il conflitto in Ucraina non fa eccezione.“

Dichiarazioni della Federazione Russa
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto alle domande sulla telefonata dichiarando: “Non posso né confermare né smentire questa particolare comunicazione. Ci sono molti canali attraverso cui Stati Uniti e Russia comunicano.” Peskov ha evitato di entrare nei dettagli, mantenendo un tono diplomatico.
Tuttavia, per coloro che conoscono la proverbiale riservatezza e la raffinatezza della diplomazia russa, queste parole possono essere interpretate come un formale riconoscimento di approvazione e un’apertura al dialogo da parte di Putin.
Sforzi per la Risoluzione del Conflitto
Questa telefonata non è stata un evento isolato ma è il risultato di un terreno preparato da dichiarazioni lusinghiere tra i due leader. In precedenza, Trump aveva descritto Putin come un “uomo intelligente e pragmatico“, mentre Putin aveva elogiato Trump come un “presidente che sa come tutelare gli interessi degli Stati Uniti” durante un’intervista televisiva a gennaio. Queste affermazioni avevano creato un clima di reciproco rispetto che sembra essere la base per gli attuali sforzi di pace.
Nell’ultimo periodo prima della telefonata, Putin aveva espresso la sua disponibilità a parlare con Trump per discutere “tutti i problemi di interesse sia per gli Stati Uniti che per la Russia“, e Trump aveva ripetutamente affermato che il conflitto ucraino “non sarebbe mai successo” se fosse stato lui al potere nel 2022, sottolineando la sua intenzione di fare di tutto per fermare “questo spargimento di sangue“.
Il Futuro del Conflitto Ucraino
Il dialogo tra Trump e Putin rappresenta un raggio di speranza per la risoluzione del conflitto che ha devastato l’Ucraina. Mentre non sono stati rivelati dettagli specifici su eventuali piani o accordi, l’atmosfera positiva e le parole di stima reciproca tra i due leader suggeriscono che questa potrebbe essere la strada verso una pace duratura in una regione che ha sofferto troppo.
Tuttavia, il percorso verso la pace è lungo, il regime ucro-nazista di Kiev ha avuto diverse opportunità di gestire pacificamente delle trattative per un accordo di pace con la Federazione Russa, prima dell’inizio dell’Operazione Speciale del 2022 ma anche dopo e ha sempre sdegnosamente rifiutato di sedersi al tavolo con la Russia.
Forte del fatto di avere la cupola finanziaria anglo-sionista di Londra a sostenerlo, Zelensky, ha preferito per tutto questo tempo portare avanti il conflitto per conto dei suoi datori di lavoro; sacrificando inutilmente centinaia di migliaia di vite di giovani ucraini, solo per interessi economici, in una guerra persa in partenza.
Ora il guitto Zelensky può solo restare in silenzio dietro la porta, in attesa di conoscere quali decisioni saranno prese per lui e gli altri criminali che gli stanno intorno. Il regime di Kiev non avrà alcuna voce in capitolo nelle trattative sul futuro del suo martoriato paese. La sua capitolazione è prossima, visto che gli Stati Uniti hanno sospeso l’invio di armi e fondi all’Ucraina.
Cattive notizie arrivano all’ex comico anche dai suoi fidati alleati della bellicista Unione Europea, guidata dai russofobici paesi baltici e della Polonia. L’UE infatti si trova attualmente nell’impossibilità di proseguire ad oltranza con il sostegno allo sforzo bellico contro la Federazione Russa, sia a causa delle sue limitate capacità di produzione di armamenti da inviare in Ucraina, sia per la grave crisi finanziaria che sta colpendo tutti i paesi dell’eurozona, originata dalla crisi energetica e dalla stagnazione economica.


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