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JD Vance: Democrazia a rischio in Europa

Sintesi

Il Vicepresidente USA JD Vance, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha criticato duramente la Commissione Europea e i governi UE per aver ignorato la volontà popolare e censurato tutte le voci critiche. Ha citato l’annullamento delle elezioni in Romania come esempio di autoritarismo crescente in Europa.

Cari amici Multipolari, Venerdì 14 febbraio 2025, il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, è stato in Germania per partecipare alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Durante il suo discorso, ha rivolto un violento attacco alla Commissione Europea e ai governi dei paesi membri, criticando duramente la loro condotta. Vance li ha presi a ceffoni “metaforicamente”, accusandoli di avere agito ignorando la volontà del popolo europeo e di non rispettare quei “valori democratici” di cui tanto, le decadenti e corrotte istituzioni europee, si riempiono la bocca.

Il Vicepresidente USA non si è dimenticato di sottolineare la gravità di quanto accaduto durante le recenti elezioni presidenziali in Romania, annullate perché il candidato scelto dalla maggioranza del popolo rumeno, Călin Georgescu, non era gradito all’establishment. Ha denunciato la stretta autoritaria delle istituzioni europee nei confronti della libertà di pensiero ed espressione. Di seguito vi propongo alcuni estratti, le parti più rilevanti, del discorso di Vance.

La minaccia alla sicurezza dell’Europa viene dall’interno

La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno; ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, l’allontanamento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli USA.”

Mi ha colpito che un ex commissario europeo sia apparso in televisione di recente, sembrando felice che il governo rumeno avesse appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non vanno come previsto, le elezioni potrebbero essere annullate anche in Germania.

Guardo a Bruxelles, dove i commissari della Commissione europea hanno avvertito i cittadini che intendono chiudere i social media in periodi di disordini civili: nel momento in cui individuano ciò che hanno giudicato essere «contenuto d’odio». O in questo stesso paese dove la polizia ha effettuato retate contro cittadini sospettati di aver pubblicato commenti anti-femministi online come parte della «lotta alla misoginia» su Internet.

La Censura delle voci critiche con il sistema

Ammetterò che a volte le voci più forti a favore della censura non sono arrivate dall’Europa, ma dal mio stesso Paese, dove la precedente amministrazione ha minacciato e intimidito le aziende di social media affinché censurassero la cosiddetta disinformazione.

Disinformazione, come, ad esempio, l’idea che il coronavirus fosse probabilmente trapelato da un laboratorio in Cina. Il nostro stesso governo ha incoraggiato le aziende private a mettere a tacere le persone che osavano pronunciare quella che si è rivelata un’ovvia verità.

La Romania ha annullato i risultati di un’elezione presidenziale, basandosi su sospetti esili di un’agenzia di intelligence e una pressione enorme dai suoi vicini continentali. Ora, per quanto ho capito, l’argomentazione era che la disinformazione russa avesse infettato le elezioni rumene.

Ma vorrei chiedere ai miei amici europei di avere un po’ di prospettiva. Potete credere che sia sbagliato per la Russia comprare pubblicità sui social media per influenzare le vostre elezioni. Noi certamente lo pensiamo. Potete condannarlo sul palcoscenico mondiale, sicuramente.

Ma se la vostra democrazia può essere distrutta con qualche centinaio di migliaia di dollari di pubblicità digitale da un paese straniero, allora non era molto forte fin dall’inizio.

Mancanza di libertà di pensiero e di espressione

Credo profondamente che non ci sia sicurezza se avete paura delle voci, delle opinioni e della coscienza che guidano il vostro stesso popolo.

Parlare ed esprimere opinioni non è interferenza elettorale, anche quando le persone esprimono vedute fuori dal vostro paese e anche quando quelle persone sono molto influenti. E fidatevi di me, lo dico con tutto l’umorismo, se la democrazia americana può sopravvivere a dieci anni di rimproveri di Greta Thunberg, voi potete sopravvivere a qualche mese di Elon Musk.

Ciò a cui nessuna democrazia, americana, tedesca o europea, sopravviverà, è dire a milioni di elettori che i loro pensieri e preoccupazioni, le loro aspirazioni, le loro richieste di sollievo non sono valide o non sono degne di essere prese in considerazione. La democrazia si basa sul sacro principio che la voce del popolo conta. Non c’è spazio per i firewall. O si sostiene il principio o non lo si fa. Gli europei, il popolo, hanno una voce.

Dobbiamo ricordare che la vera sicurezza di una nazione risiede nella libertà e nella volontà del suo popolo. Senza queste, non esiste democrazia, solo una facciata di controllo. L’Europa deve tornare ai suoi valori fondamentali o rischia di perdere non solo la sua anima, ma anche la sua sovranità.

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