Sintesi
Dal 2022, con le sanzioni UE alla Russia, i rapporti Roma-Mosca sono “ai minimi storici”. Francesco Toscano ha intervistato Alexei Paramonov su Visione TV, affrontando temi che toccano da vicino il nostro Paese. Sarebbe importante che i nostri governanti ascoltassero le sue parole: forse ritroverebbero il buon senso.
Buongiorno amici multipolari, come molti di voi sanno, dal febbraio 2022, quando è iniziata l’Operazione Speciale russa in Ucraina, i rapporti tra Italia e Russia si sono ridotti drasticamente; il ministro degli Esteri russo Lavrov ha recentemente dichiarato che i rapporti sono “ai minimi storici” a causa delle scelte italiane. Le sanzioni dell’Unione Europea, a cui l’Italia ha aderito, hanno azzerato quasi del tutto gli scambi commerciali ed economici con la Federazione Russa, ma soprattutto hanno infranto lo storico legame di amicizia che da sempre univa i nostri Paesi.
In maniera assolutamente scriteriata abbiamo deciso di rinunciare al gas che la Russia ci vendeva a basso costo. Draghi, uno che non ne ha mai azzeccata una neanche per sbaglio, assicurava: “La Russia sarà piegata dalle nostre sanzioni“. A dire il vero, nel tempo ha inanellato parecchie altre perle del genere, ricorderete tutti il famoso “Preferite la guerra o i condizionatori accesi?“. La profezia del “vile affarista“, come lo definì Cossiga, si è avverata non per la Russia ma per l’Italia. Da notare che nessuno, neanche un solo giornalista degno di questo nome ha mai chiesto al novello Nostradamus dei banchieri se, a distanza di tempo, fosse ancora convinto di quelle parole.
Le sanzioni non hanno provocato alcuna catastrofe finanziaria in Russia, in compenso, questa ‘lungimirante’ operazione ha scatenato una crisi economica senza precedenti in tutta l’Unione Europea, Italia compresa. Decine di migliaia di imprese hanno chiuso, moltissime altre sono in grave difficoltà. Le persone si sono ritrovate con costi dell’energia raddoppiati, in alcuni casi persino triplicati rispetto a prima. In un clima in cui la russofobia nelle istituzioni europee e nazionali è diventata la norma, il ‘partito dei giornalisti’ del mainstream ha indossato l’elmetto, schierandosi dalla parte dei poveri ucro-nazisti, “lettori di Kant“.
Secondo la narrazione dei servi che lavorano nelle redazioni dei principali giornali, quelli che “perdono copie alla velocità della luce“, Putin, una mattina, di punto in bianco, non avendo nulla di meglio da fare, ha deciso di invadere l’Ucraina per annettersi qualche lembo di terra e ampliare un po’ gli striminziti confini del suo piccolo Paese. Del resto, è risaputo che il territorio della Federazione Russa è paragonabile per estensione a quello di San Marino.
Risulta quindi “assolutamente credibile” la tesi prevalente, ripetuta come un mantra dagli “esperti di geopolitica” del mainstream, secondo cui lo “Zar” ha invaso l’Ucraina per procurarsi praterie dove lasciare pascolare i cavalli dei suoi cosacchi. Ovviamente, chi pensa il contrario, inutile dirlo, è un putiniano, nemico della democrazia, pure un tantino complottista.
In Italia i putiniani non mancano di certo, Francesco Toscano di Visione TV è senza dubbio tra questi. Recentemente gli hanno chiuso il conto in banca per aver pubblicato un libro su Vladimir Putin, (se volete approfondire questo è il link all’articolo: Chiuso il conto corrente di Visione TV) ma sembra non aver tratto alcun insegnamento da questa lezione di “democrazia” su quali siano gli argomenti di cui si può parlare in Italia e quali no.
Infatti, nei giorni scorsi, ha intervistato Alexei Paramonov, ambasciatore russo in Italia. Ne è scaturita una conversazione schietta, in cui si toccano temi come la propaganda anti-russa, le mosse di Trump, i problemi interni all’Europa e le possibilità di ricostruire i rapporti con Mosca. Per l’Italia, riallacciare i legami con la Russia non è solo una questione economica: potrebbe essere un’opportunità per tornare a svolgere il ruolo di ponte tra Est e Ovest.
L’intervista a Paramonov è una boccata d’aria fresca in un momento in cui la maggior parte dei media di regime continua diffondere fake news maleodoranti sulla Russia. Ascoltare una voce autorevole come quella dell’ambasciatore, senza preconcetti, è il primo passo per capire dove stiamo andando, come aggiustare la rotta. Questo dialogo apre una finestra su un punto di vista diverso, fa venire in mente una domanda: non sarebbe ora di provare a ricucire relazioni con la Russia?

