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Romania: Stop della Corte a Georgescu

Sintesi

L’Ufficio elettorale e la Corte costituzionale rumena, sotto pressione UE, hanno escluso Georgescu dalle elezioni del 4 maggio per accuse infondate. Critico verso l’UE e la NATO, il suo caso rivela una preoccupante deriva autoritaria e totalitaria, la pietra tombale per la democrazia in Europa.

Amici Multipolari, voglio aggiornarvi sulla delicata e critica situazione in Romania, come alcuni di voi di sicuro ricorderanno, avevo già dato conto di quanto accaduto a seguito delle ultime elezioni con l’inaspettato successo ottenuto da Georgescu, candidato indipendente e “scomodo” per i guerrafondai, servi della cupola anglo-sionista di Bruxelles: l’annullamento delle elezioni, (per chi fosse interessato, questo è il link all’articolo: Golpe in Romania: il Caso Georgescu) seguito, pochi giorni dopo, addirittura dall’arresto del candidato (questo è il link all’articolo: Romania sull’orlo della guerra civile?).

Purtroppo ora siamo arrivati al preoccupante epilogo di questa vicenda, l’Ufficio elettorale centrale ha infatti respinto la candidatura di Georgescu alle elezioni presidenziali del 4 maggio e la Corte costituzionale rumena ha bocciato il suo ricorso, escludendolo definitivamente dalla tornata elettorale. Le accuse su cui si basa il respingimento sono assurde e infondate, non supportate da alcuna prova tangibile; infatti, non è stato dimostrato alcun reato.

Si parla di presunte irregolarità nella campagna di novembre 2024 e, soprattutto, del “criminepiù grave: legami con la Russia. Georgescu, critico verso UE e NATO, era un candidato scomodo per Bruxelles. Appare quindi evidente che la Corte costituzionale, sotto pressione dell’Unione Europea, abbia agito per silenziarlo. Ma anche se Georgescu fosse realmente filo-russo, quale sarebbe esattamente il reato commesso? Da quando simpatizzare per la Russia, in Romania o nell’Unione Europea, è diventato un crimine?

Questa vicenda dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti noi, perché testimonia la preoccupante deriva tirannica e autoritaria che l’Unione Europea ha preso. Oggi il popolo rumeno si è visto annullare le elezioni per aver scelto il candidato “sbagliato”; domani la stessa sorte potrebbe toccare a qualunque altro Paese dove il popolo esprima un candidato non gradito a von der Leyen e gli altri euro-falliti. La democrazia in Europa diventa ormai sempre più un ricordo: non sarebbe ora di dire basta?

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