Sintesi
Trump e Putin hanno discusso per due ore, avviando negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina e una cooperazione economica. L’UE, legata agli interessi finanziari della mafia anglo-sionista, ostacola la pace. Scambio di prigionieri e gruppi di lavoro segnano un passo verso stabilità, nonostante le interferenze di Londra e Parigi.
Amici Multipolari, ieri, 18 marzo 2025, come vi avevo annunciato in questo precedente articolo: “Trump e Putin verso la pace in Ucraina“, i presidenti di Russia e Stati Uniti hanno avuto un colloquio telefonico di due ore. Segnale inequivocabile della volontà di porre termine alla guerra in Ucraina e di instaurare una cooperazione economica e strategica bilaterale. Questo dialogo non si limita a un semplice riavvicinamento: è un impegno tangibile per edificare una pace solida e un futuro stabile.
Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato: “I due leader hanno deciso di avviare negoziati immediati per un cessate il fuoco, sospendendo per 30 giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine.” Trump ha aggiunto con determinazione: “Ho discusso con Vladimir, un uomo di polso, e abbiamo scelto di porre fine a questa follia. È un momento storico per ristabilire la pace e aprire prospettive di energia e commercio.”
Dal Cremlino, il Dmitrij Peskov ha descritto l’incontro come “franco e approfondito”, specificando che “Putin ha disposto la pausa degli attacchi, ma la pace richiede la fine degli aiuti militari a Kiev.” Putin ha ribadito con chiarezza: “Siamo pronti a soluzioni durature, purché basate su atti concreti. Una collaborazione con gli Stati Uniti è possibile, se i nostri interessi strategici sono rispettati.”
I primi frutti sono già visibili: oggi si terrà uno scambio di 175 prigionieri per parte, accompagnato dalla consegna di 23 militari ucraini feriti. Si tratta di un gesto significativo, cui si affianca il progetto di gruppi di lavoro congiunti per esplorare opportunità in ambito energetico e infrastrutturale, a testimonianza di una visione che guarda oltre il conflitto.
L’Unione Europea rimane l’ultima roccaforte per la cupola finanziaria anglo-sionista, ostinatamente contraria alla fine del conflitto. Dopo aver investito ingenti risorse in Ucraina, centinaia di miliardi di dollari spesi negli ultimi anni per alimentare la guerra, vede ora sfumare i propri piani, senza essere riuscita a mettere le mani sulle preziose risorse minerarie del sottosuolo ucraino. Regno Unito e Francia, in particolare, continuano a sostenere militarmente Kiev, nel tentativo di ostacolare un processo di pace che Stati Uniti e Russia stanno portando avanti con pragmatismo e determinazione.
Questa telefonata rappresenta un primo, fondamentale passo. Stati Uniti e Russia dimostrano di voler superare le tensioni, mirando a una partnership capace di ridisegnare gli equilibri globali, a partire dalla cessazione della guerra in Ucraina.

