Sintesi
Sergio Mattarella difende un’UE “forte” contro i dazi di Trump, ma le sue parole sono vuota propaganda. L’Europa è irrilevante: divisa, senza energia né esercito, soffoca i paesi membri, compresa l’Italia, con una serie di leggi inique e controproducenti. Trump vuole riequilibrare la bilancia commerciale USA, mentre l’UE affonda. È ora che l’Italia si liberi di questa zavorra.
Buongiorno amici Multipolari, Sergio Mattarella, il nostro Presidente della Repubblica, non si smentisce mai. Dopo aver paragonato la Federazione Russa al Terzo Reich, un parallelo assurdo, visto che la Russia di Putin non ha nulla a che fare con l’ideologia razziale nazista o un genocidio come l’Olocausto, e che l’URSS, di cui è erede simbolica, fu cruciale per liberare l’Europa da Hitler, ci ha regalato un’altra perla. Stavolta si è svegliato con una missione: salvare l’Unione Europea dai dazi di Donald Trump.
In un discorso che sa più di predica che di strategia, ha definito le tariffe americane “inaccettabili”, giurando che l’UE ha la “forza” per contrastarle e appellandosi al “buon senso”. Peccato che Trump e la sua amministrazione, giustamente, se ne infischieranno delle parole del Presidente di una nazione come l’Italia, ormai irrilevante sullo scacchiere globale. Eccolo di nuovo, Mattarella, con la sua ennesima tirata pro-Bruxelles: un mucchio di chiacchiere senza sostanza, mentre l’UE si è già condannata da sola a contare zero rispetto agli altri attori mondiali.
Facciamo un passo indietro. Trump, tornato alla Casa Bianca, ha messo al centro della sua agenda politica il riequilibrio della bilancia commerciale tra USA e UE. Come dargli torto? Per decenni, l’UE, con la Germania al timone, ha fatto il bello e il cattivo tempo: ha esportato tantissimo verso gli USA (170 miliardi di euro di surplus nel 2023, tanto per capirci), importando quasi nulla.
Auto tedesche, macchinari, farmaci: un fiume di merci che per anni ha viaggiato a senso unico. Trump vuole riequilibrare? È protezionismo, certo, ma anche logica spiccia: gli Stati Uniti si sono stufati di fare i bancomat dell’Europa. Altro che “inaccettabile”, caro Presidente: è una reazione che ha senso, e pure parecchio.
Ora entra in scena il nostro Presidente, con la sua fede cieca in un’UE “forte”. Ma forte dove? L’Europa di oggi è un disastro: la Germania arranca con la sua industria in crisi, la Francia è un caos politico, e i 27 membri passano più tempo a litigare che a decidere, Italia non pervenuta. Senza un piano energetico valido, abbiamo detto no al gas russo a basso costo e ora lo prendiamo attraverso triangolazioni con altri paesi, sempre dalla Russia ma lo paghiamo 4 volte tanto: un vero affare!
Siamo alla disperata ricerca di un piano B e senza un esercito comune, l’UE è un colosso dai piedi d’argilla. Mattarella parla di coesione, ma dove la vede? Nei summit infiniti che partoriscono topolini? Nei parametri di Maastricht che strangolano Paesi come l’Italia? La “forza” di cui parla è un’illusione, buona solo per i comunicati stampa.
Se escludiamo la vuota retorica, Mattarella non propone alcuna soluzione concreta. Come pensa di impensierire Trump? Con dazi di ritorsione che danneggerebbero l’Europa più degli USA? Sembra proprio che la lezione sui pacchetti di sanzioni alla Russia al nostro Presidente non abbia insegnato nulla. Restano gli appelli al “buon senso” che il tycoon ignorerà ridendo?
Le sue parole puzzano di propaganda pro-UE. Mattarella è lontanissimo dalla realtà di un mondo dove contano i fatti, non i sermoni. Mentre lui sogna un’Europa unita e potente, il resto del pianeta, USA, Cina, Russia, in prima fila, va avanti, guardando il nostro continente affondare nella sua irrilevanza. E no, nessuno muoverà un dito per salvarci.
Basta con le favole: l’UE non è la soluzione, è il problema. L’Italia, che negli anni ‘50 e ‘60 era la quarta potenza industriale mondiale senza bisogno di Bruxelles, oggi è soffocata da vincoli, lacci e lacciuoli imposti da un baraccone di inetti. Trump, Putin, Xi: loro sì che fanno gli interessi dei propri popoli, mentre noi europei continuiamo la nostra folle corsa accelerando sempre di più verso un muro in cemento armato.
Un Presidente che difende un sogno fallito. Le dichiarazioni di Mattarella non sono solo inutili: sono il canto del cigno di un’Unione Europea che non conta più nulla. È ora di svegliarsi e guardare in faccia la realtà: o l’Italia si libera da questa zavorra, o affondiamo con lei.

