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Trump: i leader UE sono dei “Parassiti”

Sintesi

Una chat privata del vicepresidente J.D. Vance, trapelata da The Atlantic, critica i leader UE come “parassiti” per la loro dipendenza dagli USA. Trump interviene pubblicamente: “Sono parassiti, ma la colpa è di Biden”. La polemica si collega alla visita di Vance in Groenlandia e mette in evidenza tensioni geopolitiche tra Usa e UE.

Cari amici Multipolari, torno a parlarvi dell’amministrazione Trump, con una notizia che da qualche ora rimbalza su tutti i principali media negli Stati Uniti e in Europa. Tutto è iniziato con una fuga di notizie da una chat privata su Signal, che ha coinvolto il vicepresidente J.D. Vance e altri membri dello staff presidenziale.

Le rivelazioni, pubblicate da Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, hanno messo in luce opinioni dure sugli “alleati” europei, definiti in termini poco lusinghieri. Ma a fare scalpore non è stata tanto la chat in sé, quanto la reazione pubblica del presidente Donald Trump, che ha scelto di raddoppiare la posta, trasformando un incidente interno in un attacco frontale all’Europa.

La vicenda ha preso il via quando Goldberg, per un errore tecnico o umano non ancora chiarito, è stato accidentalmente incluso in una conversazione riservata su Signal tra Vance e alcuni collaboratori. Nella chat, il vicepresidente avrebbe espresso frustrazione per la dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti, in particolare sul piano militare e commerciale.

Secondo quanto riportato, Vance avrebbe scritto: “Gli europei si comportano come parassiti, prendono i nostri soldi e la nostra protezione senza dare nulla in cambio”. Altri membri del gruppo avrebbero rincarato la dose, criticando i leader dell’UE per la loro “ipocrisia” sui dazi e la riluttanza a investire nella NATO.

La pubblicazione di questi messaggi ha scatenato un immediato imbarazzo per l’amministrazione. La Casa Bianca ha cercato di minimizzare, definendo la chat “un errore di comunicazione” e accusando The Atlantic di sensazionalismo. Ma il danno era fatto: le parole di Vance hanno riacceso il dibattito sulla solidità dell’alleanza transatlantica, già messa alla prova dalle tensioni geopolitiche con Russia e Cina.

Lungi dal lasciar sgonfiare la polemica, Donald Trump ha deciso di intervenire direttamente. Due giorni fa, Il 25 marzo, durante un incontro informale con la stampa alla Casa Bianca, il presidente ha affrontato la questione senza giri di parole. “Penso che gli europei siano dei parassiti. Lo sono stati per anni, ma non li biasimo, biasimo Biden”, ha dichiarato, puntando il dito contro l’ex presidente per aver permesso, a suo dire, un rapporto squilibrato con l’Europa.

Abbiamo pagato per la loro sicurezza, abbiamo mandato i nostri ragazzi a morire per loro, e in cambio ci hanno dato dazi e regolamenti che ci strangolano. Basta così”, ha aggiunto il Presidente, riferendosi probabilmente ai contributi americani alla NATO e alle guerre del passato.

Trump non si è fermato qui. Ha difeso il suo vicepresidente, liquidando le critiche alla fuga di notizie come “un attacco dei media corrotti”. “J.D. ha ragione, e non c’è niente di sbagliato in quello che ha detto. Jeffrey Goldberg è un viscido che fa male agli Stati Uniti”, ha tuonato, attaccando il giornalista che ha svelato la chat.

Ieri, 26 marzo, in un’intervista a Newsmax, ha rincarato la dose: “Siamo stati imbrogliati per 45 anni, da amici e nemici. Ma spesso i cosiddetti amici sono i peggiori. Guardate l’Unione Europea, ci ha messi in ginocchio”. In questo contesto, ha anche citato la Groenlandia come “un asset che dobbiamo controllare”, anticipando la visita di Vance a una base militare americana sull’isola, prevista per venerdì.

Le dichiarazioni di Trump non sono solo una reazione impulsiva, ma sembrano parte di una strategia più ampia. Con il conflitto in Ucraina ancora in corso e una tregua fragile nel Mar Nero, il presidente sta spingendo per ridefinire i rapporti con gli alleati europei, chiedendo maggiore autonomia militare e un riequilibrio commerciale.

La menzione della Groenlandia, territorio danese ambito per la sua posizione strategica nell’Artico, appare come un monito: gli USA intendono mantenere il controllo su aree chiave, anche a costo di tensioni con i partner NATO.

Le reazioni in Europa non si sono fatte attendere. Leader come il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno difeso l’importanza dell’alleanza transatlantica, mentre altri, come il premier ungherese Viktor Orbán, hanno espresso una cauta simpatia per la linea di Trump. L’UE, nel frattempo, accelera i piani per un’autonomia strategica, ma la strada appare in salita.

La polemica, nata da una chat privata, ha messo a nudo vecchie fratture. Trump, con il suo stile diretto, ha trasformato un incidente in un’opportunità per rilanciare la sua agenda “America First. Resta da vedere se questa escalation verbale porterà a cambiamenti concreti nelle relazioni USA-Europa o se si risolverà in un altro capitolo della sua presidenza fatta di provocazioni e negoziati duri. Per ora, il mondo guarda alla visita in Groenlandia come al prossimo atto di questa saga.

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