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Prosegue il dialogo tra Mosca e Washington

Sintesi

A San Pietroburgo, il Presidente Putin e Steve Witkoff, inviato di Trump, hanno discusso per oltre quattro ore sul conflitto ucraino. Putin ha ribadito la necessità di garanzie per la Russia, mentre Witkoff ha cercato un’intesa. Le relazioni tra Mosca e Washington mostrano segnali di disgelo, impensabili fino a pochi mesi fa.

Cari amici Multipolari, oggi voglio parlarvi dei colloqui che si sono tenuti in Russia tra il Presidente Vladimir Putin e Steve Witkoff, inviato speciale del presidente americano Donald Trump. Nella suggestiva cornice della biblioteca presidenziale di San Pietroburgo, il presidente Putin ha accolto Witkoff. L’incontro, durato oltre quattro ore, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra Mosca e Washington, con al centro la ricerca di una soluzione al conflitto ucraino, un tema che continua a dominare l’agenda internazionale.

Le discussioni si sono concentrate su questioni cruciali, come la possibilità di un cessate il fuoco e le condizioni per una pace duratura. Il Presidente Putin, secondo quanto emerso dai resoconti ufficiali, ha ribadito la posizione di Mosca con chiarezza. “La Russia è pronta a dialogare, ma non accetteremo compromessi che ignorino i nostri interessi strategici. La sicurezza del nostro paese e dei territori che ci appartengono è non negoziabile”, avrebbe dichiarato il presidente durante l’incontro. Queste parole riflettono la linea ferma del Cremlino, che insiste sulla necessità di garanzie concrete, come la neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento delle regioni annesse.

Dal canto suo, Witkoff ha portato al tavolo il punto di vista dell’amministrazione Trump, che preme per una rapida de-escalation. “Il presidente Trump vuole la pace, e sono qui per costruire ponti, non muri. Possiamo trovare un terreno comune se c’è buona volontà da entrambe le parti”, ha affermato l’inviato americano, secondo fonti vicine ai colloqui. La sua presenza, accompagnata da Kirill Dmitriev, rappresentante russo per gli investimenti, ha suggerito che il dialogo non si sia limitato alla guerra, ma abbia toccato anche prospettive economiche, come eventuali collaborazioni in settori strategici.

Due giorni dopo, il 13 aprile, sono state rilasciate ulteriori dichiarazioni dal Presidente Vladimir Putin: che ha chiarito il tono dell’incontro. “Abbiamo avuto una conversazione franca. Gli Stati Uniti stanno iniziando a capire che la via delle sanzioni e delle minacce non porta da nessuna parte. Serve realismo”, avrebbe detto il presidente russo in un contesto riservato, secondo quanto riportato da ambienti vicini al Cremlino. Queste dichiarazioni, rese pubbliche solo di recente, mostrano una cauta apertura, ma anche la volontà di mantenere una posizione di forza.

Witkoff, da parte sua, ha commentato con un tono ottimista, pur senza sbilanciarsi. “È stato un passo avanti. Non si risolve tutto in un giorno, ma il dialogo è vivo, e questo conta”, avrebbe detto, sottolineando l’impegno di Trump a proseguire i negoziati. Le sue parole lasciano intravedere una possibilità di intesa, anche se i dettagli restano avvolti nella discrezione tipica di colloqui così delicati.

L’incontro di San Pietroburgo non ha prodotto annunci immediati, ma il fatto stesso che si sia tenuto segna un cambiamento notevole. Solo quattro mesi fa, un dialogo diretto tra Russia e Stati Uniti a questo livello sembrava impensabile, con le tensioni alle stelle e le reciproche accuse a dominare la scena. Oggi, i rapporti tra le due potenze sembrano avviarsi verso una fase di maggiore dialogo e apertura. Che si tratti di un disgelo o di una tregua tattica, la volontà di parlarsi rappresenta un segnale che molti osservatori non si aspettavano. Spetterà al tempo dire se queste conversazioni porteranno a risultati concreti, ma per ora il canale tra Mosca e Washington appare più solido che mai.

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