La scuola dell’infanzia dovrebbe essere il primo e fondamentale mattone dell’inclusione sociale. Eppure, dal 2017, per migliaia di bambini italiani sotto i sei anni si è trasformata nel primo sbarramento burocratico della vita. La causa? La Legge Lorenzin e l’applicazione rigida dell’obbligo vaccinale pediatrico come requisito di accesso.
Nel prossimo episodio di Talk Multipolare – in onda questo sabato alle ore 16.00 sul canale YouTube Multipolare – i conduttori Virgilio Violo e Antonio Bozzarello, insieme al giornalista e saggista Luca Scantaburlo, analizzeranno le incongruenze logiche e giuridiche di questa normativa, esplorando la necessità di una riforma profonda in nome dell’uguaglianza sociale.
Il cortocircuito logico della prevenzione impositiva
Il dibattito pubblico si è spesso arenato su posizioni dogmatiche, evitando accuratamente di rispondere ad alcuni quesiti fondamentali.
Se i vaccini obbligatori sono efficaci nel proteggere i soggetti vaccinati, per quale motivo la presenza di un bambino non vaccinato nella stessa classe dovrebbe rappresentare una minaccia per chi è già “coperto”?
Se la risposta è che lo scudo immunitario è sicuro, l’esclusione scolastica decade come necessità medica e si rivela per ciò che è: uno strumento sanzionatorio applicato sulla pelle dei più piccoli. Se invece la copertura è parziale, l’efficacia stessa del mezzo impositivo meriterebbe una discussione ben più approfondita di quella concessa dai media mainstream.
Verso una modifica per la vera inclusione
Durante la puntata esamineremo le proposte di modifica della Legge Lorenzin, nate per sanare una disparità evidente:
- L’incoerenza dell’obbligo diviso per età: Perché a 5 anni l’esclusione da scuola è considerata una misura di sicurezza sanitaria irrinunciabile, mentre a 6 anni (scuola primaria) lo stesso identico bambino può frequentare la classe senza problemi, limitandosi al pagamento di una multa da parte dei genitori?
- Il diritto all’educazione della prima infanzia: L’asilo nido e la scuola materna non sono “parcheggi”, ma tappe cruciali dello sviluppo cognitivo e relazionale. Privare un minore di questo percorso significa creare cittadini di serie B prima ancora che abbiano imparato a leggere.
Un confronto pacato, documentato e fuori dal coro per comprendere se sia possibile tutelare la salute pubblica senza calpestare i diritti costituzionali e la libera scelta terapeutica delle famiglie.
Non perdere la diretta di Talk Multipolare, sabato alle ore 16.00.

